ASSOLTI TUTTI I PROCESSATI TRANNE UNO: ASPETTIAMO IL RICORSO IN APPELLO
Opera, 7 luglio 2009
Dopo due anni di processo si conclude discretamente bene il procedimento nei confronti degli otto cittadini operesi accusati di aver dato alle fiamme il campo rom allestito in paese nel dicembre 2006 dalla Provincia di Milano e dallo stesso Comune di Opera in seguito ad uno sgombero sul territorio di Milano.
Più di venti le persone inizialmente indagate, nove le richieste di rinvio a giudizio, solo otto i processati dopo la paradossale vicenda di Ettore Fusco, prima assolto, poi nuovamente rinviato al giudizio del Gip per essere infine, definitivamente, scagionato quattro mesi fa ad un anno dalla sua elezione a Sindaco di Opera, il paese che aveva difeso dall’insediamento del campo nomadi fortemente contestato anche dai suoi concittadini.
Il Sindaco Fusco dopo i fatti del 21 dicembre del 2006 è stato indagato, pedinato, intercettato ed ha subito l’onta della perquisizione all’alba nel proprio domicilio “Un esperienza inquietante - ricorda l’attuale primo cittadino - che non consiglio a nessuno. Svegliarsi alla mattina trovando alla porta i Carabinieri che rovistano ovunque e portano via computer e telefonini è stata una violenza a me ed alla mia famiglia che non dimenticheremo mai”.
Quel giorno con il Capogruppo della Lega Nord c’erano la moglie incinta e due bambine “lo shock è stato forte anche per loro - conclude l’allora capo della rivolta degli operesi prima di esprimere la solidarietà ai compagni di battaglia e di sventura giudiziaria - la mia solidarietà e vicinanza è inoltre rivolta all’unico condannato che subisce l’onta di essere stato usato come capro espiatorio non essendo riusciti a condannare me, in quanto mandante. Agli altri processati, tutti assolti, esprimo il personale rammarico per come sono stati trattati dalla giustizia italiana e per le spese che hanno dovuto sostenere per difendersi da accuse false e prove costruite fino al giorno in cui è crollato il castello di sabbia su cui si basavano”.
Degli operesi coinvolti nel processo, in sette sono stati assolti con formula piena mentre uno di loro è stato condannato per l’incitamento pubblico, non per la devastazione delle tende e l’incendio avvenuto.
“La mia personale vicinanza e solidarietà - è il commento dell’Assessore Pino Pozzoli, anche lui protagonista di quella vicenda - va a tutte le persone coinvolte in questa triste vicenda ed alle loro famiglie che hanno vissuto una gogna mediatica del tutto ingiustificata e che hanno dovuto spendere cifre non indifferenti per potersi difendere da accuse del tutto infondate. Oggi si chiude definitivamente un capitolo che dovrebbe fare profondamente riflettere chi, oggi come ieri, sfrutta giornali politici e partitici per scrivere falsità sulla vita del nostro amato paese”.
FINISCE IL CALVARIO DEL SINDACO FUSCO
Con la sentenza del Giudice Gennari si conclude la persecuzione nei confronti di Ettore Fusco, l’attuale Sindaco di Opera, sotto accusa da due anni per il reato di istigazione a delinquere a seguito dell’incendio del campo nomadi che Provincia, Prefettura e Comune di Milano, con il patrocinio della Caritas di Don Colmegna, stavano istituendo sul territorio operese con l’assenso dell’allora primo cittadino Alessandro Ramazzotti.
Fusco, all’epoca dei fatti Capogruppo Consiliare della Lega Nord, si era distinto per avere coordinato la protesta dei cittadini esortandoli dal commettere reati e mettendo in piedi un presidio pacifico dinanzi al punto dove la Provincia aveva cominciato a montare le tende che avrebbero ospitato i nomadi sgomberati pochi giorni prima da un campo di Via Ripamonti a Milano.
Ma le parole infuocate del Consigliere e la reazione scomposta di molti cittadini, oltre all’affronto alle istituzioni con un presidio durato un mese e mezzo fino alla resa del Prefetto ed alla conseguente scelta di spostare altrove i nomadi, portò qualche esagitato ad introdursi nell’area adibita ad accogliere i rom ed a dare fuoco alle tende già montate.
Una di quelle tende fu trascinata fino davanti al Municipio e da quel momento il tranquillo paese nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano divenne un campo di battaglia con decine e decine di militari sempre presenti a dividere il presidio dei cittadini dal campo dei rom.
Nel frattempo un’indagine scientifica è stata portata avanti dalla PM Barbaini con intercettazioni telefoniche, ambientali, pedinamenti, l’uso dei RIS di Parma e molto altro. Si dovevano trovare i colpevoli per un tale affronto alle istituzioni: esecutori materiali e mandante.
Così una mattina Fusco ed altre 15 persone si sono ritrovate in casa i Carabinieri per una perquisizione ed al termine, senza trovare assolutamente niente, il Capogruppo leghista ed altre 8 persone si sono sentite chiamare a giudizio.
Mentre gli 8 presunti esecutori venivano rinviati a giudizio ed il processo è tuttora in corso, ogni tanto cade però qualche accusa costruita ad arte, ma non troppo, e se ne scagiona qualcuno, per il Fusco si aprivano le porte della libertà grazie al proscioglimento decretato dal Giudice milanese Alma con sentenza a cui il PM ricorse in Corte d’Appello, senza esito positivo, ed alla Corte di Cassazione dove, nonostante il parere contrario della Procura, il Giudice romano scelse di accogliere il ricorso e rimandare il Fusco dinanzi al Gip di Milano per un nuovo giudizio.
Ieri è stata messa la parola fine, definitivamente, sul caso da parte del Giudice Gennari che dopo poche decine di minuti di udienza, sentito il PM, l’Avvocato della Provincia costituitasi parte civile e l’Avvocato Norreri, difensore di fiducia di Fusco, ha deliberato il non luogo a procedere contro il Sindaco di Opera.
Un’avventura che da un iniezione di fiducia al neo Sindaco operese che ha commentato così: “finalmente è stata fatta giustizia, due anni fa gli operesi hanno sconfitto le istituzioni che volevano imporre un campo nomadi sotto le loro case ed io, che ho semplicemente lavorato per mantenere nell’alveo della legittimità la protesta popolare, sono stato assolto dalle accuse di chi voleva solo un colpevole cui dare qualche anno di carcere per spaventare il popolo”.
PER NON DIMENTICARE
CENA DEL PRESIDIO
PREGO CONFERMARSI VIA SMS AL 3481311083 OPPURE AD ALTRI PRESIDIANTI.
CENA DEL PRESIDIO
COMUNICATO STAMPA: La Magistratura perseguita il Sindaco Fusco.
Nel giorno dei Santi mi domando seriamente a quale io debba votarmi per vincere la persecuzione della Magistratura.
Sono stato prosciolto per non avere commesso il fatto, nel giorno di San Valentino dello scorso febbraio, da un Gup di Milano che ha scrupolosamente esaminato la montagna di prove che il PM Barbaini aveva cercato di montare a mio carico. Successivamente la mia gente ha dimostrato di amare il suo attuale primo cittadino ribaltando qualsiasi previsione elettorale ed assicurandomi lo scranno del Borgomastro. Quanto ancora devo aspettare per poter dimostrare la mia estraneità a qualsiasi accusa mossa nei miei confronti?
Forse devo aspettare l’arrivo dei Santi Innocenti, il 28 dicembre nel giorno del mio trentanovesimo compleanno, quando si ricordano i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato?
La sentenza del Gup milanese non era stata rovesciata dalla Corte d’Appello, che rigettò il ricorso del PM, ma che dovette inoltrarlo su richiesta dello stesso alla Corte di Cassazione.
La Corte romana invece, nonostante l’avvocato di Fusco l’Onorevole Matteo Brigandì avesse persuaso la Procura di Cassazione a chiedere la conferma dell’assoluzione, si è espressa nel giorno del Capodanno Celtico con il rinvio ad un Giudice di Milano per riesaminare l’intero caso e decidere se mandare a giudizio, e quindi processare, il Sindaco di Opera per un reato che sarebbe già troppo considerarlo d’opinione.
Il Sindaco Ettore Fusco apprende serenamente questa decisione che, visto il clima che si respira nelle aule dove si amministra la giustizia, non lo stupisce più di quanto fu meravigliato dal proscioglimento che arrivò nonostante la pressione mediatica sul Giudice milanese Marco Maria Alma.
Il fatto che la Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, avesse comunque dato ragione all’allora Consigliere Comunale della Lega Nord e che la stessa Corte abbia invece scelto l’incredibile strada dell’accoglimento del ricorso del PM è degno di nota poiché si presentano adesso scenari inquietanti:
Il caso di Fusco torna ad essere esaminato preliminarmente a Milano ed un altro Giudice potrà decidere nuovamente di non rinviarlo a giudizio. Cosa succederà a quel punto? Il PM potrà ricorrere un'altra volta per rimettere in circolo la macchina della magistratura fino a trovare un altro giudice finalmente disposto a perseguitare un cittadino già assolto da un magistrato e dal voto popolare che lo ha fatto salire sulla poltrona del primo cittadino nel suo paese? E quando finalmente Fusco sarà rinviato a giudizio, e quindi sottoposto alla gogna di un processo, per quale ragione il Cittadino di Opera non potrà ricorrere a quella sentenza? Quale giustizia amministrata nel nome del Popolo, e che si possa definire uguale per tutti, ha la sfacciataggine di considerarsi realmente equa a questo punto?
Ai posteri l’ardua sentenza ed al Ministro della Giustizia l’onere di provvedere affinché tali vessazioni non abbiano a ripetersi in futuro.
Ettore Fusco – Sindaco di Opera
CON UNA SENTENZA SHOCK ROMA DECIDE DI PUNIRE CHI ALZA LA TESTA!
Roma, 31 ott. (Adnkronos) - Ettore Fusco, il sindaco leghista di Opera, nell'hinterland milanese, dovrà essere riprocessato per istigazione a delinquere in relazione alla devastazione del campo rom di Opera, avvenuta il 21 dicembre del 2007. Lo ha disposto la Prima sezione penale della Cassazione che con la sentenza 40684 depositata oggi spiega il perchè, lo scorso 16 ottobre, ha annullato l'assoluzione accordata a Fusco, all'epoca dei fatti consigliere di opposizione della Lega Nord, dal gup di Milano lo scorso 14 febbraio. Fusco, durante una seduta consigliare, era intervenuto parlando alla folla esasperata, più di cento persone, che aveva invaso l'aula e li aveva invitati ad occupare la tendopoli realizzata dal comune per ospitare un campo nomadi. Successivamente si era pure affacciato dalla finestra del palazzo comunale e con un megafono aveva ribadito la necessità di spostare la protesta al campo nomadi.
La protesta era degenerata tanto che i manifestanti diedero alle fiamme le tende destinate ad accogliere i rom sfrattati pochi giorni prima dal campo di Via Ripamonti a Milano. Ne era scaturita una denuncia a Fusco per il reato previsto dall'art. 414 c.p., accusa dalla quale era stato assolto lo scorso 14 febbraio. Secondo il gup, Fusco non andava condannato perchè aveva semplicemente invitato gli operesi "a occupare il campo nomadi senza mai fare riferimento ad azioni violente e con lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini".Contro l'assoluzione, la Procura di Milano ha fatto ricorso con successo in Cassazione, sostenendo che "l'istigazione posta in essere da Fusco conteneva quel corredo di modalità concrete dell'azione che faceva trasmodare la manifestazione del pensiero nell'istigazione".
Piazza Cavour ha accolto il ricorso del pm e ha sottolineato che per fare scattare una condanna per istigazione a delinquere basta che "sia posta in essere in pubblico la propalazione di condotte che configurino precise azioni delittuose, con rappresentazioni di azioni concrete che possano indurre altri alla commissione di tali fatti". Un'analisi, ha precisato ancora la Cassazione rinviando il caso al gup di Milano, che "deve essere condotta in relazione alla situazione concreta per verificare quale forza persuasiva e suggestiva potevano avere le frasi pronunciate ai fini istigatori della condotta". La Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, aveva chiesto di confermare l'assoluzione all'attuale sindaco di Opera.
(Dav/Gs/Adnkronos) 31-OTT-08 16:22
14 FEBBRAIO 2008: NON RINVIATO A GIUDIZIO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE
11 FEBBRAIO 2007: E' FINITA. IL CAMPO NOMADI DI OPERA RESTA DESERTO
Opera, 10 febbraio 2007
Finalmente si è arrivati alla conclusione della vicenda del campo rom provvisorio ad Opera. Si tratta di una vittoria dei cittadini sull'arroganza dell'Amministrazione operese che ha offerto un area del nostro comune, in modo superficiale, con il rischio che il campo divenisse, come tutti gli altri campi provvisori, un altro Triboniano.
I cittadini operesi dopo quasi due mesi di presidio fisso, giorno e notte, hanno ottenuto il massimo risultato possibile: le istituzioni hanno mantenuto le promesse fatte a seguito della protesta iniziale degli operesi culminate nel famoso incendio del 21 dicembre.
Un gesto, quello delle tende bruciate, deplorevole che ha segnato l'intera collettività operese che, intorno a questo evento, si è unita nella ribellione alle istituzioni ed in particolare alla Giunta Comunale ed al Sindaco Ramazzotti rei di una fastidiosa quanto offensiva arroganza che li ha condannati a finire anticipatamente il mandato amministrativo con l'obbligo morale di rassegnare al più presto le dimissioni davanti ad una cittadinanza che si è mobilitata, nella sua totalità, contro la scelta del Sindaco di insediare il campo rom e contro il Sindaco stesso ed i suoi uomini che lo hanno voluto difendere attaccando, in modo ignobile, i consiglieri di opposizione Ettore Fusco e Pino Pozzoli di Lega ed AN che si sono invece schierati con i cittadini del presidio organizzandone la protesta, le manifestazioni e le assemblee pubbliche.
Oggi l'ultimo episodio di questo osceno teatrino di un comitato d'affari che a tutti i costi voleva tenere ad Opera il campo nomadi: la manifestazione dei favorevoli al campo, circa duecento tra militanti di rifondazione e persone dei centri sociali (solo una quindicina gli operesi) ha espresso una chiara linea politica delineatasi con lo sventolio di bandiere rosse, della pace e della CGIL.
Adesso non resta che prendere atto di questa vittoria e demandare alle prossime settimane la ricerca delle responsabilità politiche sull'operazione che ha avuto, come risvolto positivo, la capacità di unire un'intero paese, per quasi due mesi, in difesa del proprio territorio.
10 FEBBRAIO 2007: I CENTRI SOCIALI OCCUPANO OPERA ED I ROM TRASFERITI
DOPO OLTRE UN MESE DI BATTAGLIA
FABIO BROCHETTI tratto da la Padania.
Il campo nomadi di Opera è da ieri solo un ricordo: tutti i rom che occupavano la tendopoli dal 21 dicembre scorso se ne sono andati. Qualcuno andrà in strutture messe a disposizione dalla Provincia di Milano sul territorio dell’area metropolitana, altri invece rientreranno in Romania. Da ieri quindi il campo è disabitato e domani sarà smantellato definitivamente.Gli operesi possono ringraziare ancora una volta la Lega Nord ed il suo rappresentante consiliare Ettore Fusco che dal 21 dicembre, con un presidio continuativo in prossimità del campo nomadi allestito dalla giunta, ha saputo quotidianamente tenere alta la tensione sulla situazione di illegalità che si stava perpetrando ai danni dei cittadini.La situazione, fin dal 21 marzo era stata tesa, un incendio spontaneo di cittadini imbufaliti contrari al campo nomadi, aveva distrutto le tende allestite per il campo, il giorno dopo, i soliti insulti da parte dei benpensanti verso i cittadini di opera del comitato contrario al campo e ai militanti leghisti presenti al presidio. Per oltre un mese, è stato scritto e detto di tutto, le accuse di xenofobia e razzismo piovute addosso ai leghisti erano all’ordine del giorno. Ma la forza e la determinazione ha prevalso, numerosi sono stati gli interventi di solidarietà e partecipazione da parte degli esponenti del movimento che più volte, si sono recati a Opera, all’aperto e al freddo per stare in mezzo alla gente: L’europarlamentare Mario Borghezio, l’assessore regionale Davide Boni, il consigliere regionale Fabrizio Cecchetti e il consigliere comunale Matteo Salvini, hanno portato il loro valido contributo che ha permesso agli operesi di vincere la battaglia dedicata alla libertà di riappropriarsi della propria terra. Ieri, i rappresentanti della sinistra antagonista e di Rifondazione Comunista, avevano manifestato contro il razzismo dei presidianti che avevano la grave colpa di difendere il proprio territorio da una settantina di rom. Nel pomeriggio, i rom, hanno inviato una lettera alle istituzioni con la quale esprimevano un forte disagio e preoccupazione per le continue tensioni e pressioni a cui, erano sottoposti da parte delle varie fazioni politiche. Le istituzioni, hanno deciso così di imprimere un’accelerata al Piano di uscita dall’emergenza. La prima fase del piano prevede l’ospitalità in strutture messe a disposizione dalla Provincia di Milano sul territorio dell'area metropolitana e il rientro in Romania di dieci uomini che lavoreranno all’asfaltatura delle strade del villaggio di Salcutsa, loro località di provenienza. Domani la tendopoli sarà definitivamente cancellata e le famiglie ancora in procinto di sistemarsi, saranno ospitate presso il “Villaggio solidale” allestito al Ceas . Per Borghezio, si è trattato di una vittoria schiacciante: «È un grande risultato della gente, che grazie al nostro appoggio, non ha mai mollato e non si è piegata di fronte alla decisione demenziale che è stata presa da chi amministra Opera che così facendo ha tradito la fiducia dei propri cittadini. Questo risultato - prosegue Borghezio -, ci fa capire che chi l’ha dura la vince, i nostri patrioti padani, si sono battuti con determinazione e hanno vinto». Per l’assessore Boni invece: «Il merito di questa vittoria va dato ai cittadini del comitato e al nostro consigliere Fusco che è sempre rimasto al presidio in qualsiasi condizione atmosferica, finalmente i cittadini, hanno avuto ragione di una decisione fuori da ogni logica. Speriamo che ogni volta che c’è un campo nomadi, venga ancora il consigliere regionale di Rifondazione Muhlbauer così li fa partire subito visto che ieri, la sua presenza è stata di buon auspicio». Per Marco Rondini, segretario provinciale della Martesana: «Si è finalmente conclusa una vicenda che ha reso evidente il modo di intendere la democrazia da parte della sinistra, vale a dire imponendo le proprie decisioni senza considerare le necessità dei cittadini». Il consigliere Fusco, accoglie la notizia con un sospiro di sollievo: «È una vittoria sull’arroganza dell’amministrazione operese che ha offerto un area in modo superficiale, col rischio che il campo divenisse, come tutti gli altri campi provvisori, un altro Triboniano. Adesso non resta che prendere atto di questa vittoria e demandare alle prossime settimane la ricerca delle responsabilità politiche sull’operazione che ha avuto, come risvolto positivo, la capacità di unire un’intero paese per quasi due mesi in difesa del proprio territorio».
[Data pubblicazione: 11/02/2007]
la Repubblica 11 FEBBRAIO
Con una lettera aperta in cui raccontano di essere spaventati e offesi, i rom della tendopoli di Opera se ne vanno. Lasciano dopo un mese e mezzo di manifestazioni e di presidi fuori dall´accampamento voluto dal prefetto e dalle altre istituzioni. «Troppa ostilità, chiediamo rispetto perché siamo persone come le altre». Con l´accordo dei Comuni di Opera e di Milano, oltre che della Provincia, si trasferiscono all´interno del parco Lambro di Milano, dove saranno ospiti in un centro di recupero di don Virginio Colmegna. Le tende saranno smontate lunedì.
Le tende resteranno fino a domani mattina, ma già da ieri notte le 30 famiglie rom ospitate dalla fine di dicembre sono andate via da Opera. Dopo un mese e mezzo di manifestazioni e proteste, i 77 nomadi ieri mattina hanno per l´ultima volta superato il cordone di polizia che li ha difesi nelle settimane passate dalle minacce e dagli insulti di un gruppo di cittadini del posto, contrari fin dall´inizio all´insediamento degli zingari deciso dalla prefettura d´accordo col Comune di Opera. D´accordo con il Comune e la Provincia di Milano, don Virginio Colmegna ha deciso di ospitare il gruppo di romeni al Ceas, una sua comunità di recupero per tossicodipendenti e pazienti psichici, che sta dentro al parco Lambro.Nel centro - dove già abitano e lavorano da due anni altri 70 rom sgomberati da via Capo Rizzuto - sono arrivate ieri le prime roulotte e i camper messi a disposizione da Mariolina Moioli e Francesca Corso, gli assessori di Palazzo Marino e Palazzo Isimbardi che hanno seguito la questione dall´inizio. «È una soluzione temporanea scelta perché le famiglie rom umanamente non ce la facevano più a sopportare l´ostilità e la violenza con cui sono stati accolti dal gruppetto di manifestanti che assediava la tendopoli», dice don Colmegna, dopo aver portato nella sua Casa della carità i romeni in fuga da Opera. I nomadi hanno spiegato in una lettera aperta la loro scelta: «Ci sentiamo offesi, i nostri bambini hanno paura, siamo stanchi. Non potevamo nemmeno uscire dalle tende per gli insulti e le minacce. Ringraziamo il sindaco Ramazzotti, il parroco don Renato, quei cittadini che ci hanno mostrato solidarietà».È l´atto finale di una vicenda che dura dalla metà del dicembre scorso, quando fu sgomberato un insediamento abusivo in via Ripamonti. Appena fu annunciata la realizzazione della tendopoli a Opera, cominciò la protesta. Al termine di un corteo notturno, furono incendiate tutte le tende montate dalla protezione civile per affrontare quella che il sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti aveva definito «emergenza umanitaria».Il prefetto Gian Valerio Lombardi aveva preso l´impegno di trovare una sistemazione alternativa ai 77 rom entro la fine di marzo. «Ma siccome ad oggi è ancora tutto fermo - dice Colmegna - portiamo le famiglie al sicuro». Il presidente della Provincia Filippo Penati chiede al prefetto di «garantire che non si ripetano le scene viste in queste settimane, con i volontari fatti oggetto di minacce e invettive da un presidio troppo a lungo lasciato libero, e diventato così la più grande fonte di insicurezza» e di «individuare e punire i responsabili del vile gesto di incendiare le tende del campo». Il sindaco di Opera Ramazzotti, dispiaciuto dell´esito della vicenda, ringrazia Colmegna e definisce la sua città una «comunità frastornata, divisa e ferita».
Don Colmegna: abbiamo cercato il dialogo, ma il clima è peggiorato"Stufi di tensioni e insulti ma la nostra non è una fuga" di ZITA DAZZI
Ce ne andiamo da Opera perché siamo stufi di subire l´ostilità, la violenza e l´arroganza di chi presidia il campo e ogni giorno, più volte al giorno, copre di insulti noi volontari e i rom che vivono nelle tende».
Il leghista Fusco, leader della protesta: delusi da sindaco e Chiesa"Tutta la città era con noi per questo abbiamo vinto" di ORIANA LISO
È naturale che siamo tutti soddisfatti per questa vittoria. E quando dico tutti, intendo tutti i cittadini di Opera». A sera Ettore Fusco, consigliere comunale della Lega e front man della protesta contro il campo nomadi, tira - e non metaforicamente - un sospiro di sollievo.
La faccia di quel che è successo, alla fine, è quella di una giovane volontaria che piange e che, come tanti altri ragazzi di Opera, in quella scommessa sui rom della tendopoli aveva creduto davvero: «Che tristezza. È una vergogna che sia finita così. Scusateci».
9 FEBBRAIO 2007: LA PROVINCIA CONTRO IL PRESIDIO. SI RIMANDA LA MANIFESTAZIONE DI DOMANI PER LA PRESENZA DEI CENTRI SOCIALI A OPERA
La manifestazione in programma sabato 10 febbraio 2007 consistente in assemblea pubblica davanti al comune di Opera e successivo corteo fino all'area circense, sede del campo nomadi provvisorio, è stata annullata dagli organizzatori e rinviata a data da destinarsi.
La decisione dopo il vertice con la Questura che ha informato i Cittadini del Presidio del controcorteo organizzato dalla sinistra operese. Al controcorteo in questione parteciperebbero infatti esclusivamente i pochissimi militanti operesi di rifondazione comunista ed esponenti dei centri sociali di Milano.
I pacifici cittadini operesi del Presidio rinunciano pertanto a contribuire alle tensioni che il movimento antipresidio, a favore quindi del campo nomadi e del sindaco, sta creando nel nostro paese e sperano che la manifestazione dei centri sociali di domani non causi problemi ai cittadini operesi ed ai beni pubblici e privati degli stessi.
Naturalmente non possiamo non rimarcare la nostra indignazione per quanto siamo stati costretti a fare negli interessi dei cittadini. Rimunciare ad una Assemblea Pubblica per tutelare i cittadini minacciati dai Centri Sociali e da amministratori di sinistra del nostro stesso paese. Una sconfitta per la democrazia e la libertà che lascia senza fiato.
Il presidio rimane comunque attivo fino al 31 marzo all'area circense per tutelare il diritto dei cittadini a manifestare liberamente le proprie idee.
8 FEBBRAIO 2007: NEL CINQUANTESIMO GIORNO DI PRESIDIO RIFONDAZIONE COMUNISTA PORTA OPERA IN PARLAMENTO
giovedì 8 febbraio 2007.
I sottoscritti Deputati interrogano il Ministro degli Interni
Per sapere, premesso che:
* nella serata tra il 21 ed 22 dicembre 2006 una manifestazione organizzata contro l’insediamento temporaneo di alcune famiglie rom nel territorio del Comune di Opera ha impedito, con la forza, lo svolgimento del Consiglio Comunale e si è conclusa con l’incendio e il danneggiamento delle strutture allestite.
* L’urgenza della localizzazione provvisoria si è manifestata a seguito serata del 14 dicembre 2006 fa eseguire uno sgombero forzato di un campo sito in via Ripamonti nella periferia sud di Milano sul quale da tempo insiste un progetto di inserimento sociale della Casa della Carità, struttura di volontariato per l’integrazione sociale.
* A seguito di tale sgombero è stato fatta richiesta al comune di Opera di accogliere momentaneamente, fino al 31 marzo 2007, entro i propri confini le famiglie che altrimenti non avrebbero trovato nessuna collocazione per passare l’inverno.
* Il giorno 21 dicembre 2006 presso la Prefettura di Milano è stato siglato un protocollo di intesa tra Prefettura, Provincia di Milano, Comune di Milano e Comune di Opera affinché, come indicato, venisse dato temporaneo rifugio ai cittadini romeni sgomberati, e successivamente fosse individuata un’area fuori dai confini del Comune di Opera più idonea per una sistemazione definitiva.
* Dal giorno 23 dicembre 2006 insiste un presidio abusivo permanente, tutt’ora “operante”, di fronte all’unica entrata del campo, presto ricostruito, creando un clima di tensione e di intimidazione nei confronti delle famiglie rom presenti nella struttura e nei confronti degli operatori e dei volontari che in esso operano mediante grida, insulti ed aggressioni fisiche dirette.
* A dette manifestazione hanno costantemente partecipato esponenti e rappresentanti istituzionali di partiti del centrodestra
* Sono annunciate nel prossimo futuro analoghe manifestazioni
quali atti ufficiali sono stati compiuti dalla Prefettura di Milano e dall’autorità di Pubblica sicurezza nelle circostanze dei fatti intercorsi nei giorni 22 e 23 dicembre 2006 e quali misure di tutela siano state predisposte per tutelare quella parte della cittadinanza che quotidianamente si dirige nella stessa area per portare solidarietà alle famiglie romene oggetto di quotidiani insulti e minacce da parte di un ristrettissimo gruppo di soggetti che compone il presidio abusivo posto come ostacolo all’unica entrata del campo;
quali misure siano state adottate e quali eventualmente si intendano altresì predisporre perché venga garantito il buon esito del protocollo di intesa firmato in Prefettura il 21 dicembre 2006 tra gli enti locali e la Prefettura e quali misure per garantire nel frattempo il libero e sereno accesso alla struttura d’accoglienza temporanea per le famiglie rom a tutti coloro che vi operano o vi vivono all’interno;
se risponda al vero, in base alle informazioni in possesso del Ministro, la presenza all’interno dello stesso presidio e delle annunciate iniziative di noti esponenti dell’estremismo di destra più volte coinvolti in fatti criminosi di matrice razzista.
7 FEBBRAIO 2007: FUSCO INVITA RAMAZZOTTI
Illustre Signor Sindaco,
Vorrei invitarla, con la presente, a prendere parte alla pubblica assemblea che i cittadini del presidio hanno organizzato per sabato 10 febbraio 2007 alle ore 10.00 proprio davanti al suo ufficio del Municipio di Opera in Via Dante, 12.
Come può constatare questo invito le giunge da un Gruppo Consiliare, quello della Lega Nord, che si è apertamente schierato con i cittadini che chiedono semplicemente il rispetto delle leggi ed un livello di sicurezza e legalità consono ad un Paese quale il nostro.
Voglia quindi non strumentalizzare anche questa occasione, come tutte le precedenti alle quali non ha partecipato, ricordando che i consiglieri comunali sono rappresentanti dei cittadini e che, in nome e per conto loro, agiscono nelle sedi istituzionali anche organizzando momenti di incontro.
Il suo costante tentativo di demonizzare i consiglieri Ettore Fusco e Pino Pozzoli, descrivendoli quali fomentatori di odio, ecc, ecc, appare come un’istigazione verso i cittadini ad agire al di fuori degli schemi. Cittadini che, di fatto, già in occasione dei noti disordini del 21 dicembre sono stati spinti a compiere quel deplorevole gesto all’interno dell’area circense proprio in seguito all’arroganza sua, Sindaco Alessandro Ramazzotti, e del suo vice Antonio Liguori che, anziché interpretare la protesta dei cittadini cercando di riportarla in un alveo di dialogo produttivo e, sicuramente, di reciproca comprensione, siete stati alquanto violenti nel non accettare minimamente l’ipotesi di dover ascoltare i vostri concittadini accorsi numerosi al Consiglio Comunale.
Altri consiglieri invece lo hanno fatto; quelli che lei ha invitato ad isolare in quanto fomentatori di odio, quelli che lei ha descritto uomini che strumentalizzano le paure della gente per fare carriera politica in provincia o regione.
Lei invece, Sindaco Ramazzotti, con tutti i suoi comunicati stampa e manifesti con cui tappezza Opera, ha sempre cercato di delegittimare l’operato dell’opposizione che ha affiancato la protesta, opposizione (quella di Lega ed AN) che ha aiutato, invece, i cittadini a rispettare le regole democratiche della protesta organizzando assemblee pubbliche, manifestazioni, momenti di aggregazione per i presidianti che, non lo dimentichi Signor Sindaco, sono da cinquanta giorni esposti al freddo ed alle intemperie per difendere qualcosa che loro ritengono sia fuori dalla competenza di un Sindaco a fine mandato: il proprio futuro, la sicurezza, la legalità e la dignità di uomo che lei, ci spiace doverlo constatare, a ripetutamente cercato di calpestargli.
Persino sui wc da cantiere installati dai presidianti, per i presidianti ed eventualmente le forze dell’ordine, ha saputo fare la sua ennesima brutta figura: li ha definiti intollerabili e vergognosi poiché del resto, dice lei, all’interno del campo nomadi sono già stati allestiti i servizi igienici! Lei con questa sua arroganza ha praticamente considerato quei cittadini operesi, e certamente ne ha visti almeno mille sfilare per le strade di Opera in occasione dell’ultimo corteo, dei cittadini che non hanno neppure il diritto di fare i propri bisogni in un wc, dei cittadini che hanno meno diritti degli ospiti del campo (visto che per loro li ha allestiti i servizi igienici!) in quanto sono cittadini che dissentono dalla sua scelta di ospitare una comunità Rom.
Proprio questo lei non ha capito Sindaco Ramazzotti: quei cittadini sono gli stessi che le hanno dato il 64% delle preferenze quattro anni fa, cittadini che non hanno apprezzato una sua imposizione ma che, forse, avrebbero potuto digerirla se lei non li avesse, in modo tanto irresponsabile, insultati dal 21 dicembre ad oggi accusandoli di ogni nefandezza frutto della sua fervida immaginazione e di quella dei suoi collaboratori dell’ufficio stampa cui lei affida le dichiarazioni che quotidianamente trafiggono, come lame affilate, quella stragrande maggioranza di operesi che si riconosce nel presidio fisso e nelle ragioni che lo animano da sei settimane.
Non dimentichi infine Sindaco che lei, come me, è esponente di un partito ma, al contrario di quanto fa lei nei confronti dell’opposizione, nessuno ha mai pensato di delegittimare il suo operato per la sola ragione che possiede una tessera di partito sebbene questa raffiguri, ancora oggi sotto la quercia, uno dei pochi simboli in uso che si rifanno a regimi totalitari ed antidemocratici.
La saluto cordialmente e le do appuntamento a sabato 10 febbraio alle ore 10.00 davanti alla porta del Municipio. Il megafono lo portiamo noi.
Opera, 7 febbraio 2007
Ettore Fusco
6 FEBBRAIO 2007: IL PRESIDIO VIENE RIMOSSO... E' UNA BUFALA!
di Zita Dazi
Inviati i vigili a smantellare la baracca allestita da chi contesta il campo provvisorio per i nomadi: "Chi pretende legalità, la rispetti"
Hanno iniziato la loro protesta chiedendo lo sgombero dei nomadi ed è finita che a subire lo sgombero sono stati loro, i cittadini che da oltre un mese animano un presidio contro l´arrivo a Opera di una settantina di nomadi della Romania. Il sindaco Alessandro Ramazzotti non ha esitato a mandare i suoi vigili per tirare giù una barcacca abusiva con l´insegna «Bar Rom», costruita con assi di legno appena fuori dall´ingresso del paese, là dove il prefetto ha fatto montare una quindicina di tende riscaldate per ospitare alcune famiglie zingare rimaste senza tetto dopo uno sgombero. E così, dopo l´incendio doloso delle prime tende montate dalla protezione civile e dopo le polemiche feroci scoppiate sotto Natale, il caso Opera si riapre.A scrivere una lettera aperta per chiedere aiuto al prefetto Gian Valerio Lombardi, è proprio il sindaco Ramazzotti, oggetto di critiche feroci da una parte dei suoi concittadini, quelli che non vogliono gli zingari nemmeno fino al 31 marzo, data massima fissata per lo smantellamento definitivo della tendopoli. «Non è accettabile - scrive il sindaco di Opera al prefetto di Milano - che, come sta avvenendo ora, la recinzione del campo sia riempita di striscioni e che l´area attorno sia trasformata in un bivacco, che di fatto pretende di controllare l´accesso all´area».Al presidio davanti alle tende dei rom da oltre un mese di alternano alcune decine di persone, fra i quali molti militanti di Lega e An e alcuni semplici cittadini di Opera. Per tutti, la strada scelta è quella della provocazione, a volte ironica, a volte aggressiva, per cercare di attirare l´attenzione. Oltre al bar, negli scorsi giorni erano stati allestiti due wc chimici, anche quelli rimossi. «Non di rado però si è sfiorato l´incidente - racconta Ramazzotti - Ogni volta che i volontari entrano o escono dal campo sono fatti oggetti di urla, insulti, frasi derisorie. Tutto questo mi sembra intollerabile, è una vergogna. Chi pretende la legalità dagli altri, deve innanzitutto rispettarla».Per quanto riguarda i nomadi, proseguono intanto le ricerche di sistemazioni alternative da parte dei responsabili della Casa della carità, che da Milano, con la prefettura e il Comune, coordina il piano per smantellare la tendopoli. «I primi che vogliono andare via da Opera sono proprio i nomadi e siamo a buon punto per portarli lontano di lì - dice don Virginio Colmegna, presidente della Casa di via Brambilla - . Noi stiamo andando avanti nel nostro progetto che mira all´integrazione, con pazienza e rispetto, rispondendo con segnali di civiltà a chi usa l´arroganza per imporre le sue idee».
INTANTO AL PRESIDIO:
Smentiamo in modo deciso le notizie apparse su alcuni quotidiani che danno per smantellato il presidio fisso dei cittadini operesi nei pressi dell'area circense sede di un campo nomadi temporaneo.
Siamo altresì indignati per l'uso strumentale dei mezzi di comunicazione di massa che il Sindaco Ramazzotti riesce a fare attraverso i comunicati del suo ufficio stampa.
Anche oggi non s'è persa occasione di riportare al pubblico notizie false e tendenziose finalizzate a disgregare il tessuto sociale di Opera ed a provocare ulteriormente i cittadini esasperati dall'atteggiamento incomprensibile di un sindaco delegittimato che si indigna addirittura per l'installazione di due wc chimici necessari ai presidianti che trascorrono molte ore al freddo per salvaguardare il proprio diritto alla protesta.
Diritto peraltro autorizzato e salvaguardato dalla Questura di Milano a cui chiediamo un intervento affinché possa fare pressioni sul Prefetto nella direzione della rimozione di un Sindaco che non compie il suo mandato nell'interesse dei cittadini ma, anzi, ne insulta i rappresentanti politici ed i cittadini stessi attraverso ingiurie che traspaiono da ogni comunicato stampa e dai numerosi manifesti affissi sul territorio.
Per rimarcare il nostro diritto alla protesta è indetta una assemblea pubblica davanti al municipio di via dante sabato 10 febbraio alle ore 10. A seguire corteo fino all'area circense.
5 FEBBRAIO 2007: COSA AVRA' RAMAZZOTTI CONTRO I NOSTRI WC?
rivolgo a Lei questo pubblico appello perché in queste settimane, nelle vicende travagliate che hanno visto al centro il Comune di Opera, ho avuto modo di apprezzarne l’equilibrio e la fermezza.
Abbiamo stipulato un patto con le istituzioni del Comune e della Provincia di Milano per dare un alloggio temporaneo a trenta famiglie (in prevalenza donne e bambini) e conseguentemente, con la necessaria determinazione, ci siamo adoperati per applicarlo e farlo rispettare, garantendo legalità nella gestione del campo e sicurezza per i cittadini.
Oggi quell’accordo costituisce un’esperienza utile per il Comune di Milano nell’affrontare la difficile situazione di via Triboniano e credo che potrà essere di riferimento anche per altre città, visto che il tema dell’integrazione possibile delle comunità Rom è diventato ormai di rilevanza nazionale.
In questi giorni non facili l’Amministrazione di Opera ha lavorato per ricostruire un clima di serenità dopo l’incendio e le devastazioni della vigilia di Natale, confidando nell’impegno della Magistratura affinché coloro che si sono resi protagonisti di questi gravi episodi siano perseguiti e cercando di stemperare le tensioni e le divisioni fra quanti capiscono e condividono il valore di quest’atto umanitario, impegnandosi in iniziative positive di dialogo e di assistenza verso la comunità Rom, e coloro che non accettano questa presenza neanche per poche settimane e che hanno deciso di tenere un presidio permanente all’ingesso dell’area di accoglienza.
Pur trattandosi di una protesta che ha avuto sin dall’inizio carattere politico, animata dal protagonismo dei consiglieri della Lega e di Alleanza Nazionale, ritengo che sia giusto garantirla e che trovi spazio nelle vicinanze dell’area, non è però accettabile che, come avviene ora, riempia di striscioni la recinzione del campo e si sia trasformata in un bivacco che, di fatto, pretende di controllare l’accesso nell’area.
Un presidio, così organizzato, ha dato già luogo nei giorni scorsi a tensioni e proteste (alcune ragazze e ragazzi hanno sporto denuncia per insulti e intimidazioni) e rischia di trasmettere un’immagine distorta persino del prezioso lavoro delle Forze dell’Ordine, poiché i manifestanti rivendicano il loro ruolo fondamentale nel garantire la legalità nel campo controllandone l’accesso.
Proprio in queste ore è stata costruita, fra l’altro, senza alcuna autorizzazione, una struttura in legno che dovrebbe servire da bar e, a ridosso del campo, sono stati installati due wc chimici, di cui mi sfugge la finalità visto che nel campo, insieme alle tende, abbiamo provveduto ad installare i servizi igienici.
Giunti a questo punto, considero questa situazione intollerabile.
La correttezza che chiediamo a queste famiglie che, non dimentichiamo sono ospiti del Comune di Opera, non può essere disattesa da coloro che sino a qualche giorno fa l’avevano reclamata.
Chi pretende legalità dagli altri e giusto che sia il primo a rispettarla e a Noi, che rappresentiamo le Istituzioni, spetta il compito di garantirla nell’interesse di tutti, per questo mi permetto di rivolgermi a Lei affinché, data la sensibilità che sin qui ha manifestato e l’autorità che rappresenta, intervenga per porre fine a questa vergogna.
Distinti saluti
Il Sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti
Nelle vicinanze sono stati sistemati anche due wc da campo, offerti da una azienda del settore, che servono ai presidianti ed alle forze dell'ordine presenti nell'area presidiata 24 ore su 24.
Nonostante le autorizzazioni della Questura siamo continuamente vittime della provocazione del Segretario Comunale che si presenta nell'area del presidio, accompagnato dal Comandante e da alcuni Agenti della Polizia Locale, alla continua ricerca di qualcosa che non vada come vuole l'Amministrazione (tutto!).
Il Presidio ci è stato garantito dalla Questura di Milano ed i 4 striscioni presenti sulla recinzione dell'area circense, così come la baracca costruita a ridosso della pista ciclabile, sono intoccabili, non offensivi nè tantomeno volgari.Il Sindaco di Opera ed i suoi funzionari sono alla continua ricerca dello scontro attraverso provocazioni come quelle appena descritte ed anche, in modo ancora più vile, attraverso i quotidiani comunicati stampa, piagnucolosi e deliranti, dove si finisce sempre con l'appello al Prefetto per porre fine ad un presidio pacifico di cittadini, estremamente ordinati e composti in ogni momento del giorno e della notte, accampando pretesti (oltretutto ripetuti per mancanza di episodi rilevanti) che sono frutto dell'arricchimento fantasioso di chi li stila.
Facciamo appello al Prefetto ed al Questore affinchè il Sindaco di Opera sia invitato ad un confronto civile con i suoi concittadini senza che continui a insultare la cittadinanza operese ed, in particolare, i consiglieri comunali di opposizione che appoggiano, essendo il dovere di ogni consigliere comunale, la civile protesta popolare.
Segnaliamo infine l'esposto ai Carabinieri, effettuato in data odierna dal Consigliere Ettore Fusco, in merito ad un'intervista rilasciata da una certa "Laura" che si dichiara stipendiata dal Comune di Opera per fare da intermediaria tra Rom e Amministrazione. La stessa dichiara, tra le molte invenzioni oggetto della denuncia, di aver ricevuto la richiesta da parte del Comune di non fare sapere di essere pagata, per quel che fa nel campo, dal Comune di Opera.
4 FEBBRAIO 2007: CI SI ORGANIZZA PER LE SCADENZE DELLA SETTIMANA
3 FEBBRAIO 2007: SI INAUGURA IL NEW ROM.PI.BAR. ANCORA FESTA E PIZZA PER TUTTI
2 FEBBRAIO 2007: ARRIVANO I WC AL PRESIDIO
- i cittadini di Opera che frequentano il presidio possono andare nel campo a fare i propri bisogni nei wc che dovrebbero usare i nomadi.
- i cittadini di Opera non contano assolutamente nulla per il Sindaco Alessandro Ramazzotti che considera anche i wc montati dai presidianti quale una dotazione dell'area circense i cui legittimi proprietari sono, nel pensiero del primo cittadino, esclusivamente i nomadi.
Probabilmente è la seconda quella giusta, vista la considerazione sin qui avuta da parte di Ramazzotti.
IL SINDACO SCRIVE AL PREFETTO:
Egregio Signor Prefetto, rivolgo a Lei questo pubblico appello perché in queste settimane, nelle vicende travagliate che hanno visto al centro il Comune di Opera, ho avuto modo di apprezzarne l’equilibrio e la fermezza.
Abbiamo stipulato un patto con le istituzioni del Comune e della Provincia di Milano per dare un alloggio temporaneo a trenta famiglie (in prevalenza donne e bambini) e conseguentemente, con la necessaria determinazione, ci siamo adoperati per applicarlo e farlo rispettare, garantendo legalità nella gestione del campo e sicurezza per i cittadini.
Oggi quell’accordo costituisce un’esperienza utile per il Comune di Milano nell’affrontare la difficile situazione di via Triboniano e credo che potrà essere di riferimento anche per altre città, visto che il tema dell’integrazione possibile delle comunità Rom è diventato ormai di rilevanza nazionale.
In questi giorni non facili l’Amministrazione di Opera ha lavorato per ricostruire un clima di serenità dopo l’incendio e le devastazioni della vigilia di Natale, confidando nell’impegno della Magistratura affinché coloro che si sono resi protagonisti di questi gravi episodi siano perseguiti e cercando di stemperare le tensioni e le divisioni fra quanti capiscono e condividono il valore di quest’atto umanitario, impegnandosi in iniziative positive di dialogo e di assistenza verso la comunità Rom, e coloro che non accettano questa presenza neanche per poche settimane e che hanno deciso di tenere un presidio permanente all’ingesso dell’area di accoglienza.
Pur trattandosi di una protesta che ha avuto sin dall’inizio carattere politico, animata dal protagonismo dei consiglieri della Lega e di Alleanza Nazionale, ritengo che sia giusto garantirla e che trovi spazio nelle vicinanze dell’area, non è però accettabile che, come avviene ora, riempia di striscioni la recinzione del campo e si sia trasformata in un bivacco che, di fatto, pretende di controllare l’accesso nell’area.
Un presidio, così organizzato, ha dato già luogo nei giorni scorsi a tensioni e proteste (alcune ragazze e ragazzi hanno sporto denuncia per insulti e intimidazioni) e rischia di trasmettere un’immagine distorta persino del prezioso lavoro delle Forze dell’Ordine, poiché i manifestanti rivendicano il loro ruolo fondamentale nel garantire la legalità nel campo controllandone l’accesso.Proprio in queste ore è stata costruita, fra l’altro, senza alcuna autorizzazione, una struttura in legno che dovrebbe servire da bar e, a ridosso del campo, sono stati installati due wc chimici, di cui mi sfugge la finalità visto che nel campo, insieme alle tende, abbiamo provveduto ad installare i servizi igienici.
Giunti a questo punto, considero questa situazione intollerabile.La correttezza che chiediamo a queste famiglie che, non dimentichiamo sono ospiti del Comune di Opera, non può essere disattesa da coloro che sino a qualche giorno fa l’avevano reclamata.
Chi pretende legalità dagli altri e giusto che sia il primo a rispettarla e a Noi, che rappresentiamo le Istituzioni, spetta il compito di garantirla nell’interesse di tutti, per questo mi permetto di rivolgermi a Lei affinché, data la sensibilità che sin qui ha manifestato e l’autorità che rappresenta, intervenga per porre fine a questa vergogna.
Distinti saluti
Il Sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti
1 FEBBRAIO 2007: INIZIA IL MESE DEL CARNEVALE AMBROSIANO
31 GENNAIO 2007: FESTA DELLA BIRRA
30 GENNAIO 2007: SI PROGETTA IL NUOVO ROM.PI.BAR
29 GENNAIO 2007: ORDINE TASSATIVO, SPOSTARE IL ROM.PI.BAR
28 GENNAIO 2007: RAMAZZOTTI LAMENTA ANCORA AGGRESSIONI FANTASMA
27 GENNAIO 2007: LA POLITICA DEVE LAVORARE PER SANARE LA FRATTURA...
26 GENNAIO 2007: DOPO LA TEMPESTA E' QUIETE
25 GENNAIO 2007: CONSIGLIO COMUNALE CONVOCATO DA LEGA NORD, AN E FORZA ITALIA
24 GENNAIO 2007: OPERA PROTAGONISTA A L'INFEDELE
23 GENNAIO 2007: TELENOVA A OPERA
22 GENNAIO 2007: CARITA' PELOSA... A PAGAMENTO!
di Giorgio Fontana
Per Laura e Luca e gli altri
“Quando l’odio degli uomini non comporta alcun rischio, la loro stupidità si convince presto, i motivi arrivano da soli.” Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte
Il paesaggio è quello che conosci da una vita. Campi brumosi, file d’alberi secchi, palazzi color ribes, un paio di gru, e la tangenziale ovest come un fiume in piena. Il campo le sorge quasi a fianco, all’imbocco del paese. Il cartello OPERA ti dà il benvenuto. È un pomeriggio di fine gennaio. Sai che ne hanno già parlato i telegiornali, a tempo debito: ma questo non è un motivo per smettere d’interrogarsi. Come se le cose possano finire, una volta trasformate in “notizie”. Come se non ci fossero anche tempi indebiti.
La storia comincia con uno sgombero il 14 dicembre in Via Ripamonti. Tutti rumeni, e tutti dotati di regolare permesso di soggiorno. Gente senza precedenti penali, gente normale che lavorava. Il campo stesso è regolare, secondo accordi con la Provincia e il Comune di Opera, e viene gestito dalla Casa della Carità Angelo Abriani. L’organizzazione sta puntando all’idea coerente di fare una serie di campi più piccoli, meglio gestibili, per evitare babilonie come il Triboniano.
Poi però vi sedete su una panchina bianca, in mezzo al prato. Tu riapri il bloc-notes. Laura si accende una sigaretta e comincia a raccontare ciò che le pesa di più. Perché tutto quello che stanno facendo è bello e difficile, ma c’è chi lo sta rendendo ancora più difficile. La parte oscura della storia. L’intolleranza dei suoi concittadini.
Alla fine vieni presentato a L. – un rom di cinquant’anni, grassoccio, gioviale. È uno di quelli che parlano meglio l’italiano. Scambiate due chiacchiere mentre cuoce del maiale su una piastra. Manda un buon odore, un odore selvatico. Le figure e i gesti si sfanno nel fumo.
21 GENNAIO 2007: UN SOLO MANIFESTO PER IL CONSIGLIO COMUNALE!
20 GENNAIO 2007: ALTRO CHE RISPETTARE I PATTI...
19 GENNAIO 2007: LO SBARCO DEI MILLE
Dal Corriere della Sera 20 gennaio di Paolo Foschini
La scadenza per la decisione era ieri. L'avevano promessa e verso l'una e mezza, finita la riunione in Prefettura, hanno potuto comunicare ufficialmente che la «crisi» della tendopoli di Opera sembra avviarsi per davvero a soluzione: «La tendopoli sparirà e i settanta rom del campo di Opera se ne andranno, così come era previsto». Dove? «Distribuiti in giro, tra Milano e diversi altri Comuni della Provincia»: alcuni in affitto, altri in microcomunità, altri ancora torneranno in Romania. Quando? «Molto prima del 31 marzo, che era il limite fissato. Anzi contiamo di risolvere tutto con almeno due o tre settimane di anticipo». Fine del primo tempo, palla al centro.Perché mentre il prefetto Gian Valerio Lombardi e il sindaco operese Alessandro Ramazzotti annunciavano all'unisono la soluzione ormai raggiunta («giusto i tempi tecnici per renderla operativa»), per don Massimo e i volontari della Casa della Carità iniziava la preparazione di un secondo tempo più frizzante, andato in scena ieri sera in contemporanea con l'ennesima manifestazione antinsediamento organizzata a Opera dalla Lega: manifestazione rimasta senza bersaglio poiché in quel momento i rom del campo erano già stati prelevati da un pullman per andarsene appunto a cena alla Casa della Carità, dove hanno festeggiato con Massimo Moratti e sua moglie Milly l'inaugurazione ufficiale dell'Inter club «Non violenti per passione». Il dettaglio da segnalare è che, essendo rimasti scottati già una volta da chi a Opera gli aveva bruciato le tende prima di Natale, ieri hanno preferito non fidarsi e — anche solo per quelle poche ore di festa e cena — si sono portati dietro tutte le loro cose, vestiti e giocattoli dei bambini compresi: «Non si sa mai». Dopodiché largo a fisarmoniche chitarre e gran sarabanda alla Bregovich.«Essere qui — dice Moratti — è un modo per stare con chi non ha la fortuna di vivere tranquillamente. Sappiamo che la soluzione di questi problemi è difficile, ma occorre raggiungerla con l'impegno di tutti». «Del resto — ammicca don Virginio Colmegna — anche le squadre di calcio sono piene di nazionalità diverse». «Beh, noi ci chiamiano addirittura Internazionale...».E commentando l'avvio a soluzione del «caso Opera» il vicesindaco Riccardo De Corato conclude: «Di fronte a chi alza i toni della polemica e propone soluzioni irrealizzabili l'unica risposta è il pragmatismo. Il buon esito della vicenda di Opera è di buon auspicio anche per la questione di Triboniano».
18 GENNAIO 2007: CHE FACCIA TOSTA RAMAZZOTTI AD ACCUSARE ALTRI DI ARRIVISMO
Le illazioni del Sindaco sono semplicemente vergognose – dice Marco Rondini, Segretario Provinciale della Lega Nord.
Ramazzotti ha accusato in maniera vigliacca il nostro Consigliere Comunale, Ettore Fusco, di aver cavalcato la protesta per far carriera nel Movimento, per avere in premio una candidatura in Provincia o in Regione. Ettore Fusco si è invece impegnato, come gli ha dettato la sua coscienza di cittadino operese e di militante leghista, perché non venisse perpetrato il sopruso del campo di via Marcora, un provvedimento contro gli operesi e deciso senza gli operesi.
Fusco, peraltro, ha dovuto subire le ingiurie vili che la sinistra gli ha vomitato addosso, senza potersi difendere perché il Sindaco gli ha impedito il confronto, vietandogli la presenza ai tavoli di trattativa e ai dibattiti sulle tv locali.
Gli esponenti della Lega intervenuti ad Opera in queste ultime settimane non hanno fatto altro che raccomandare ai manifestanti il rispetto della legalità, il rispetto delle forze dell’ordine, e di evitare gesti sconsiderati, come quelli del 21 dicembre. Inoltre se la Lega sta guidando la protesta, come dice il Sindaco, è solo perché i nostri rappresentanti vogliono essere vicini a questi cittadini, al contrario di quegli amministratori che assumono decisioni di portata eccezionale senza consultare gli amministrati. Il consenso dei cittadini non serve solo il giorno delle elezioni, ma deve essere il metro con cui continuamente gli amministratori misurano il proprio operato, e valutano se le proprie azioni siano o meno in sintonia con le reali esigenze della cittadinanza.
Chi amministra male accetti le contestazioni e si sorbisca la sua dose di fischi.
Il Sindaco di Opera – conclude Rondini – ha ricordato che l’anno prossimo non potrà ricandidarsi. Ma, ci chiediamo, perché i sindaci di sinistra che devono andare al rinnovo di mandato, o i candidati che si presentano per la prima volta, non dichiarano pubblicamente, in campagna elettorale, cosa intenderanno fare, una volta eletti, riguardo ai nomadi? Perché non dicono con trasparenza agli elettori “se mi voterete, metterò la nostra città a disposizione per accogliere i rom”? Abbiano il coraggio di misurarsi con le regole della democrazia e si assumano da subito delle responsabilità, invece di far piovere in seguito, sulla testa dei cittadini, delle tegole come il campo di via Marcora.
17 GENNAIO 2007: L'OPPOSIZIONE PRETENDE UN CONSIGLIO COMUNALE
Consiglio Comunale di Opera
Sindaco Dott. Alessandro Ramazzotti
Municipio di Opera
In relazione alle recenti determinazioni da Lei assunte circa l’insediamento sul territorio di Opera, precisamente nell’area adibita agli spettacoli circensi, di una campo nomadi, senza che vi sia stato alcun atto informativo ovvero alcun dibatto e/o confronto nell’ambito del Consiglio Comunale, i sottoscritti consiglieri richiedono a riguardo, ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Consiglio Comunale , la convocazione urgente del Consiglio Comunale.
Ossequi.
I consiglieri richiedenti
Firmato: Calvi Vittorio, Ciuccio Maria Rosaria, Fusco Ettore, Pozzoli Alberto Pino, Rivieccio Maria Rosaria
16 GENNAIO 2007: CENSIMENTO DEI GIARDINI PER OSPITARE ROM
15 GENNAIO 2007: DISORDINI AL PRESIDIO A CAUSA DEGLI INCAUTI "VOLONTARI"
L’aggressione subita dai volontari che uscivano dal campo nomadi dell’area circense di Via Marcora, dopo aver suonato per allietare la serata dei Rom, si sarebbe consumata in pochi minuti con un inseguimento da parte di cittadini del presidio (eppure vi erano decine di agenti di polizia e dei carabinieri) e con il danneggiamento delle auto in sosta dei volontari.
Da Punto e Linea, giornale locale vicino all’Amministrazione, apprendiamo invece che il gruppo di volontari ha pubblicato, sullo stesso, un resoconto della vicenda (probabilmente antecedente la denuncia ai carabinieri - se denuncia c’è stata) firmandosi “il gruppo coinvolto nei fatti e altri cittadini increduli”.
Sul giornale operese, numero di gennaio 2007, si cita: “La cosa che tuttavia risulta più indigesta è la constatazione di quanto poco le autorità abbiano saputo garantire la nostra incolumità e il rispetto della legalità, evitando solo per un soffio che qualcuno ci seguisse fino alle auto, certamente con intenzioni molto poco pacifiche”.
In questa giungla di verità si inserisce questo esposto che vuole essere solo la denuncia di due versioni discordanti rese da un gruppo di persone che si sono sentite vittime di un aggressione che, nel caso della denuncia ai carabinieri si è svolta in un certo modo, molto più grave di quanto realmente accaduto, con il danneggiamento delle auto delle presunte vittime stesse mentre nel loro resoconto al giornale (ripeto, probabilmente stilato antecedentemente alla denuncia, forse, strumentale e non fatta direttamente dai cittadini in questione) si dice chiaramente che non sono stati seguiti fino alle auto e quindi, evidentemente, nessun danno è stato provocato alle stesse.
Per quanto sopra esposto, mi rimetto alle autorità competenti affinché procedano a norma di legge nei confronti di eventuali colpevoli di reati che possano essere ravvisati dalla mia esposizione dei fatti e dalle relative, quanto necessarie, indagini che auspico siano svolte in merito.
14 GENNAIO 2007: LA PARROCCHIA PROTESTA PER LE MANCATE OFFERTE ALLA CHIESA
13 GENNAIO 2007: 600 OPERESI PER DIRE NO CAMPO NOMADI
12 GENNAIO 2007: DOPO I MOLTI SOLLECITI FINALMENTE RAMAZZOTTI RISPONDE DECLINANDO L'INVITO ALL'INCONTRO CON I CITTADINI
11 GENNAIO 2007: FERVONO I PREPARATIVI DELLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL CAMPO IN PROGRAMMA SABATO 13
10 GENNAIO 2007: L'ESTREMA SINISTRA STRUMENTALIZZA LA VICENDA DI OPERA PER GRIDARE AL RAZZISMO CONTRO INERMI CITTADINI
9 GENNAIO 2007: LA VICENDA DEL ROM ESPULSO AGITA ANCORA LE ACQUE
la Repubblica 9 gennaio 2007 di ZITA DAZZI
Espulso dal campo nomadi perché violento e ubriacone. Dopo aver colpito con un pugno e mandato all´ospedale la moglie Gina, 32 anni, madre dei suoi tre figli, il rom conosciuto alla tendopoli di Opera come Costantino, anche lui trentaduenne, è stato allontanato e diffidato dal farsi rivedere in zona. La donna, medicata e dimessa ieri dall´Humanitas con una prognosi di 5 giorni, è stata accolta con i bambini in una comunità milanese.A Opera, dopo questi fatti, il clima è teso. Soprattutto al presidio degli abitanti che protestano contro l´insediamento. Il numero di cittadini è aumentato e di nuovo la loro richiesta alle forze dell´ordine è per uno sgombero al più presto. Ma anche dentro al campo c´è tensione. Oggi sarà don Virginio Colmegna a spiegare in assemblea ai 70 rom della tendopoli il perché di un provvedimento così risoluto: «Chi sta in questo accampamento ha firmato un patto di legalità che lo impegna a non avere atteggiamenti violenti e a non bere alcolici. Chi trasgredisce viene allontanato, questi erano e sono i patti». Dello stesso parere l´assessore ai servizi sociali del Comune di Milano, Mariolina Moioli, che in questi giorni sta gestendo un´altra delicata partita, la lenta sistemazione del campo in via Triboniano. «Per gente che usa le mani contro le donne non c´è posto nelle nostre strutture», dice. E il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti, in prima linea per difendere l´operazione tendopoli nonostante le contestazioni dei suoi concittadini, aggiunge: «L´episodio non deve essere strumentalizzato dalla minoranza di centrodestra. Quel che è successo dimostra che il patto di legalità funziona».Intanto, dalla Regione, il consigliere Luciano Muhlbauer, di Rifondazione, denuncia: «Per accontentare la Lega la giunta vuole cambiare la legge sul territorio e vincolare la realizzazione di nuovi campi nomadi al parere di tutti i Comuni confinanti. Questo paralizzerà il tentativo di distribuire in piccoli gruppi i rom ammassati nel capoluogo». Gli replica l´assessore regionale al Territorio, il leghista Davide Boni, rivendicando «l´alto valore sociale e istituzionale delle modifiche che ho personalmente proposte affinché ogni Comune si prenda le sue responsabilità davanti ai cittadini». La modifica verrà discussa in commissione entro fine mese, poi, se approvata, andrà in aula. Prosegue, intanto, la bonifica di via Triboniano. I tecnici stanno cablando i container del Comune destinati ad accogliere i circa 500 romeni che abitano la favela.
8 GENNAIO 2007: ESCE L'OPERESE, INFORMATORE DEL GRUPPO CONSILIARE DELLA LEGA NORD
L’ARROGANZA DEI POTENTI
Il Sindaco Alessandro Ramazzotti ha deciso di regalare un area della nostra Opera al “Partito dell’illegalità” rappresentato da quelle istituzioni ed associazioni che vivono, come parassiti, di finanziamenti, contributi e falsa carità. Non è una novità che le amministrazioni foraggino questo partito trasversale; è troppo irritante, però, quando ciò avviene in modo tanto prepotente e, soprattutto, attraverso l’insediamento di un campo nomadi all’ingresso di un paese. Un campo nomadi ad Opera, la legittimazione di una situazione di illegalità totale attraverso un atto diretto del Sindaco. L’illegalità che trionfa sull’inerme cittadino trattato come un somaro che deve lavorare e pagare le tasse, e basta! Opera ha detto NO! Al campo nomadi! Al Sindaco! Al prete! A tutti coloro che hanno scelto di non stare con i cittadini ma con gli zingari ed i loro aguzzini! Le istituzioni invece cosa fanno? E la chiesa? Organizzano feste, comitati di benvenuto, conferenze stampa… e tutto a spese nostre! Parleremo moltissimo di quante infamie sono state perpetrate nei confronti di chi si è opposto al campo nomadi, del nostro consigliere comunale Ettore Fusco ma anche nei confronti di tutti gli operesi apostrofati in ogni modo da stampa e televisioni… ne parleremo, molto.
PRESIDIO FISSO AREA CIRCENSE Se molliamo noi, ne arrivano a centinaia, come in ogni campo nomadi provvisorio che esiste in Italia!
ERRORI, ORRORI E INTEGRAZIONE
Molti errori sono stati commessi dalla giunta operese in queste settimane, primo fra tutti quello di non considerare, nascondendosi dietro le parole "solidarietà e integrazione", il fatto che i rom sono un popolo che rifiuta, a priori, di integrarsi ed entrare a far parte della nostra società. Non hanno, inoltre, considerato che sono persone cui pare manchi tutto per poter vivere dignitosamente eppure, ciò nonostante, cellulari costosi ed abiti griffati non mancano. Il nostro Sindaco avrebbe dovuto, anche, preoccuparsi dei rischi che ci possono essere a seguito dell'insediamento di un campo rom a pochi metri dalle nostre abitazioni e, soprattutto, avvisare la cittadinanza di ciò che voleva fare senza accampare la scusa di non averne avuto il tempo.
Del resto, in questi giorni, abbiamo notato i manifesti del comune affissi a tempo di record che addirittura anticipavano le decisioni in seguito prese al tavolo con il prefetto. F. Dalcerri
Dopo le belle parole del Parroco Don Renato, definito “parroco o padrone” di Opera persino sulle partecipazioni di un recente lutto, sembra che gli operesi (addirittura i bambini, recita il volantino diffuso ai parrocchiani) siano tutti assatanati, paragonati ad Erode (persecutore di bimbi mentre cercava Gesù) ad Hitler (persecutore di intere razze e dei disabili) al Ku Klux Klan (persecutore dei neri negli states). Non ci dilunghiamo sulla vergogna di chi ha impedito lo scambio del segno di pace, tra i fedeli, per il lutto che gli abbiamo causato non accogliendo a braccia aperte gli zingari, non ci accaniamo sulla sua predica e l’invito ad imparare proprio dagli zingari (cosa? boh!) neppure sulla decisione di portare in chiesa gente non cattolica per farli accogliere da chi non li ha voluti. Ci preme però fare notare che la festa, l’accoglienza, il pranzo ecc sono stati pagati con i soldi delle nostre offerte… sia nella sua chiesa che in quella del Grande Don Michele che deve rimettere al “padrone” di Opera le offerte ricevute al Santuario della Madonna dell’aiuto. A questo punto, per evitare che continui a fare del bene agli zingari con i nostri soldi - soldi di gente indemoniata, assatanata, ecc ecc… - invitiamo tutti i parrocchiani ad astenersi dalla carità alla chiesa operese, NON UN EURO A CHI ANTEPONE GLI ZINGARI E, FORSE, ALTRI INTERESSI A QUELLI DEI PARROCCHIANI DI OPERA.
QUANDO ASSESSORE NON FA RIMA CON SIGNORE
BRUTTA LA REAZIONE ALLA CONTESTAZIONE CITTADINA
Proprio la nutrita truppa di operesi che manifestavano lungo la Valtidone ha potuto assistere ad un gestaccio dell’Assessore all’educazione (ironia della sorte) Riccardo Borghi che, in preda a crisi di nervosismo isterico, ha manifestato la propria soddisfazione per quanto accadeva con il gesto dell’ombrello rivolto ai suoi concittadini. Purtroppo, per lui, moltissimi lo hanno visto: cittadini, poliziotti e persino il vice questore che, in quel momento, era lì a cercare di convincere i “rivoltosi” della breve permanenza ad Opera del campo nomadi. Peccato per il lungo Assessore considerato, da molti, il futuro candidato alla sostituzione dell’attuale Sindaco Ramazzotti, peccato per la magra figura di cui dovrà rendere conto ai suoi concittadini in occasione di ogni evento pubblico cui vorrà ancora partecipare, peccato soprattutto che “in quel posto” non lo abbiamo preso solo noi manifestanti ma l’intera cittadinanza e, soprattutto, lui.
SABATO 13 GENNAIO 2007 ORE 21.00
VENERDì 19 GENNAIO 2007 ORE 21.00
“QUELLI DEL PRESIDIO”
ORGANIZZANO DUE INCONTRI CON I CITTADINI OPERESI PER AGGIORNARLI SULLA VICENDA CAMPO NOMADI. AGLI INCONTRI SONO INVITATI IL SINDACO E LA SUA GIUNTA MA, NON POTENDONE GARANTIRE LA PRESENZA, DECLINIAMO OGNI RESPONSABILITà IN CASO DI ASSENZA DEGLI STESSI. AVVISIAMO INOLTRE CHE LA SALA OSPITA UN MASSIMO DI 100 PERSONE E CHE MOLTI INTERESSATI NON VI POTRANNO ACCEDERE. AUSPICHIAMO UN INTERVENTO DEL SINDACO AFFINCHè, PER OVVIARE AL PROBLEMA, POSSA METTERE A DISPOSIZIONE LA SALA DEL CINEMA PER DEI CONSIGLI COMUNALI APERTI
I cittadini ormai sanno chi si è battuto per il proprio paese e chi ha difeso ad oltranza le proprie risibili ragioni sull’insediamento del campo nomadi. Alleanza Nazionale, con la Lega Nord, è rimasta insieme ai cittadini giorno e notte al presidio davanti all’area circense. Abbiamo visto sfilare più di 2.000 persone di ogni credo politico da sinistra a destra e sul nostro conto ne abbiamo sentite di cotte e di crude. “Ringraziamo” di tanta pubblicità che se fosse vera ci vedrebbe come primo partito sul territorio, ma allo stesso tempo ci rammarichiamo degli atteggiamenti incomprensibili del Sindaco e di tutta la giunta. Rifiutare la presenza dei consiglieri comunali di opposizione davanti al prefetto e nella trasmissione televisiva in prima serata a TeleLombardia, è stata solo la conferma di quanto Ramazzotti abbia a cuore la parola DEMOCRAZIA (ma l’imposizione del campo nomadi già non lasciava dubbi a riguardo). Il risultato, nonostante gli innumerevoli sforzi del nostro primo cittadino, è stato comunque evidente. Le magre figure e le mancate risposte che tutti attendevamo sono state ribadite in diretta televisiva dove non c’erano quei 1.000 “facinorosi” a contestarlo come il 21 Dicembre scorso in Consiglio Comunale.
In qualità di RAPPRESENTANTI DELLA CITTADINANZA ci sentiamo quindi in diritto ed in dovere di chiedere a gran voce le immediate dimissioni del Sindaco e della Giunta Comunale.
Il Consigliere Comunale di Alleanza Nazionale Pino Pozzoli
FAX: 178220942 E-MAIL: gruppoconsiliarelega@tiscali.it legaopera@tiscalinet.it
Responsabile: Consigliere Ettore Fusco - stampato in proprio - TIR. 4000 copie
7 GENNAIO 2007: PRIMA VIOLAZIONE ECLATANTE DEL PATTO DI LEGALITA'
Al Sindaco di Opera
Alla Provincia di Milano
Alla Caserma dei Carabinieri di Opera
Alla Questura di Milano
Opera, 7 gennaio 2007
PREMESSO CHE:
alle ore 19.30 di oggi, una donna rom è uscita frettolosamente dal campo nomadi, dirigendosi verso la rotonda, per incontrarsi con un’altra donna che l’attendeva dietro alla siepe .
Su segnalazione dei cittadini del presidio , si sono informate le forze dell’ordine di quanto stava accadendo, che hanno inseguito la stessa ed è stata successivamente riaccompagnata al campo, senza però fermare la seconda .
Dopo qualche minuto si sono sentite delle grida femminili e poco dopo è sopraggiunta un’ambulanza e la rom è stata portata con sirene spiegate (quindi con codice rosso) al pronto soccorso.
Successivamente, le forze dell’ordine sono aumentate e sono arrivati anche dei rappresentanti della Casa della Carità.
Abbiamo constatato tramite Croce Rossa e le forze dell’ordine che la donna ha subito una violenta aggressione. Considerato che i capi famiglia rom hanno firmato il Patto di Socialità e di Legalità in cui il punto 3 cita :
- Mi impegno a creare nel campo con le altre famiglie un clima di rispettosa convivenza per cui da parte mia e dei miei familiari non ci sarà nessun tipo di comportamento che possa portare a liti e violenze.
1- perché non sono state fermate entrambe le donne ?
2- perché la donna fermata non è stata portata in caserma per gli accertamenti del caso ?
Chiediamo inoltre di avere notizie certe sull’accaduto e se, venuto meno il Patto sopra citato le Istituzioni garantiranno ai cittadini il rispetto dello stesso.
In rappresentanza dei cittadini del presidio:
Cristina Toniatti
Ileana Zacchetti
Ettore Fusco
Alberto Pozzoli
Antonio Buono
I PRESIDIANTI HANNO NOTATO UNA DONNA ROM ALLONTANARSI DAL CAMPO PER ANDARE AD INCONTRARE UN’ALTRA DONNA CHE L’ATTENDEVA DIETRO UNA SIEPE.
INFORMATI I CARABINIERI PRESENTI SUL POSTO LA DONNA è STATA FERMATA MENTRE L’ALTRA HA COMINCIATO A CORRERE DILEGUANDOSI FRETTOLOSAMENTE.
L’UNICA DONNA FERMATA E' STATA RIACCOMPAGNATA AL CAMPO DALLE FORZE DELL’ORDINE.
DOPO POCHI MINUTI SI SONO UDITE URLA DI DONNA ED IN BREVISSIMO TEMPO E' GIUNTA SUL POSTO L’AUTOAMBULANZA CHE HA TRASPORTATO LA DONNA AL PRONTO SOCCORSO A SIRENE SPIEGATE.
SI E' POI APPRESO CHE LA DONNA E' STATA PERCOSSA DA ALTRE PERSONE DEL CAMPO, PRESUMIBILMENTE IL MARITO, PER RAGIONI NON ANCORA CERTE.
AI PRESIDIANTI E' STATO COMUNICATO CHE VI E' STATA UNA SEMPLICE LITE FAMILIARE.
CERTAMENTE NON VI E' STATO PROVVEDIMENTO ALCUNO PER IL PRESUNTO TRAFFICO LOSCO CHE LA DONNA SVOLGEVA CON LA SUA COMPLICE FUGGITA NE', TANTOMENO, LA STESSA E' STATA TRADOTTA IN CASERMA PER ACCERTAMENTI COME SAREBBE CAPITATO AD UN CITTADINO OPERESE.
DI QUANTO ACCADUTO ABBIAMO INFORMATO LE AUTORITA', LA STAMPA E VOI CITTADINI.
AUSPICHIAMO UN INTERVENTO IMMEDIATO FINALIZZATO AL RIPRISTINO DELLA LEGALITA' SUL NOSTRO TERRITORIO.
NON ACCETTIAMO COMPORTAMENTI ILLEGITTIMI DA PARTE DI OSPITI NON DESIDERATI CHE SENZA ALCUN DIRITTO OCCUPANO UN AREA DEL NOSTRO PAESE.
DAL PRESIDIO FISSO DELL’AREA CIRCENSE nocamponomadi@libero.it
OPERA, FUORI UNO: ALLONTANATO IL PRIMO ROM UBRIACO
Un urlo nel tranquillo pomeriggio del presidio operese. Un’ambulanza corre a sirene spiegate e una donna rom, malmenata dal marito, finisce all’ospedale. Questa è la brava gente che il sindaco di Opera e Don Colmegna hanno voluto portare nella cittadina. Quelli che non più di 20 giorni fa hanno firmato una carta in cui dicono che saranno bravi, irreprensibili, quelli che sanno di avere gli occhi di una città (e non solo) addosso e se ne fregano. Questa è la realtà che Il sindaco Ramazzotti si è portato in casa, anzi, per essere precisi sotto le case dei suoi concittadini. La soluzione? Spedire a casa il rom violento (che allora una casa da qualche parte la deve pur avere).«L’episodio avvenuto ieri è gravissimo - ha affermato il primo cittadino operese -, però il fatto che l’uomo verrà allontanato dal campo è la conferma che il patto di legalità, alla sua prima verifica, funziona»: il sindaco, Alessandro Ramazzotti commenta così l’episodio avvenuto domenica sera al campo Rom di via Marcorca, dove un uomo ubriaco ha pestato la moglie, perché chiedeva al marito di smettere di bere. Sul posto è immediatamente intervenuto don Virginio Colmegna che ha accompagnato la donna all’ospedale Humanitas di Rozzano. Madre di tre bambini, non tornerà più al campo di prima accoglienza di Opera, ma sarà ospitata con i suoi piccoli alla Casa della Carità di Milano. «Peccato - dice ancora il Sindaco - che esponenti della minoranza di centrodestra non abbiano perso occasione di alimentare la campagna di propaganda contro la comunità Rom, per la quale la città ha invece dimostrato, anche durante la festa del Natale ortodosso, la voglia di conoscere da vicino persone che hanno scelto la strada della legalità» Proprio perché è stato violato il “Patto di socialità e di legalità con gli abitanti del campo di Opera”, ricorda il sindaco, l’uomo che si è reso protagonista dell’aggressione alle moglie verrà allontanato. Non è stato rispettato, nello specifico, il seguente punto: “Mi impegno a creare nel campo con le altre famiglie un clima di rispettosa convivenza per cui da parte mia e dei miei familiari non ci sarà nessun tipo di comportamento che possa portare a litigi e violenze (ubriachezza...)”. Alla fine del documento si legge: “So che se trasgredisco anche una sola di queste regole che ho accettato, verrò immediatamente allontanato con tutta la mia famiglia dal campo”. Dura la reazione della Lega con il suo segretario provinciale, Marco Rondini: «Sono bastati pochi giorni per vedere in azione la brava gente del campo nomadi, cosa che per altro tutti ci aspettavamo. Il sindaco continua ad arrampicarsi sugli specchi cercando di far valere l’importanza di un patto per la legalità assurdo e attaccando l’opposizione su un fatto gravissimo che è avvenuto a poca distanza dalle decine di persone presenti al presidio contro il campo». E proprio su questo tema rilancia il consigliere comunale leghista Ettore Fusco: «Noi, a differenza di Ramazzotti, eravamo presenti e ci siamo limitati a riportare i fatti. Piuttosto che a scaricare colpe su altri, esca dal “Palazzo” e faccia un giro per la città per rendersi conto di quanti “nuovi” zingari girano per le nostre strade». Ma di bugie Fusco ormai si è abituato, primo tra tutti «il giornale del Comune che aveva annunciato un Consiglio Comunale sul tema, mentre all’ordine del giorno di campo nomadi non c’era neppure l’ombra. Tutta carta per gli avvocati come nel caso di notizie false riguardanti gli onesti cittadini operesi sparate sui quotidiani».Le polemiche rimbalzano anche alla Regione, dove il comunista Luciano Muhlbauer definisce una “bomba a orologeria” la proposta di modifica della legge sul governo del territorio avanzata dalla giunta lombarda lo scorso 13 dicembre riguardo ai rom e fortemente voluta dalla Lega Nord. La giunta vuole introdurre per legge “il principio del consenso dei comuni limitrofi all’insediamento di campi di sosta o di transito dei nomadi, da acquisire sin dalla stesura del documento di piano”. In questo modo, secondo il Prc, il centrodestra «abusa dello strumento urbanistico per accontentare la demagogia xenofoba di Lega e An. Accadde già nella primavera scorsa, in occasione di un’altra modifica della legge 12, quando fu surrettiziamente introdotta una norma anti-moschee, peraltro palesemente illegittima sotto il profilo costituzionale. Ma questa volta la strumentalizzazione politica supera ogni limite di decenza». A Rifondazione risponde il consigliere leghista Fabrizio Cecchetti: «Forse Muhlbauer non si accorge che la decenza viene superata ogni giorno quando dei nostri concittadini finiscono vittime della delinquenza o anche solo quando devono andare a pagare tasse o fare richieste edilizie. I rom possono costruire ciò che credono ma se un lombardo non rispetta leggi e leggine diviene un “delinquente” in piena regola. Bene ha fatto l’assessore Boni a portare avanti questa proposta e la Lega continuerà su ogni fronte, compreso appunto quello urbanistico, per togliere prerogative concesse in maniera assurda a stranieri e severamente vietate ai lombardi».
6 GENNAIO 2007: I ROM PRANZANO ALL'ORATORIO.
5 GENNAIO 2007: COMUNE E PRESIDIO, SI ORGANIZZANO LE FESTE
4 GENNAIO 2007: I GIOSTRAI SUL PIEDE DI GUERRA
3 GENNAIO 2007: BORGHI: "L'INTENZIONE E' DI INTEGRARLI".
2 GENNAIO 2007: «Il modello Opera deve diventare l’esempio della collaborazione tra il Comune di Milano e quelli dell’hinterland della Provincia».
1 GENNAIO 2007: PRIMO GIORNO DELL'ANNO AL FREDDO
31 DICEMBRE 2006: ULTIMO DELL'ANNO AMARO PER GLI OPERESI
I nomadi al cenone della Caritas e loro, i manifestanti di Opera che degli zingari continuano a non volerne sapere, che festeggiano il capodanno montando la guardia al presidio. Notte di San Silvestro al limite del paradosso quella di ieri nel piccolo centro a sud di Milano. Duecento operesi, intirizziti nella nebbia e bagnati da una fitta pioggerellina hanno stappato lo champagne in quello che hanno definito un «veglione in trincea». Tra lenticchie e cotechini, panettoni e vin-broulè, il pensiero era uno solo: non allentare la pressione sul prefetto e opinione pubblica nemmeno nella notte più mondana dell'anno. «Un vero successo. continua
30 DICEMBRE 2006: IL GIORNO DOPO
29 DICEMBRE 2006: SI RIMONTANO LE TENDE PER IL CAMPO ROM
Tensione, ma nessun incidente oggi a Opera (Mi), dove sono state rimontate dalla protezione civile le tende incendiate nei giorni scorsi.Petardi, fischi, proteste hanno accolto il ritorno dei rom nel campo: il presidio dei cittadini -dicono- non se ne andrà finché resteranno i rom.
Nella zona di Opera (Mi) destinata a un nuovo campo rom oggi sono state assegnate le piazzole per le roulottes, mentre la polizia teneva ben distanti i cittadini del luogo che da giorni protestano."Terremo il campo pulito e manderemo i nostri figli a scuola" hanno assicurato i nomadi, ma la popolazione non desiste e chiede il loro allontanamento.
CAMPO ROM DI OPERA, COMINCIA L'ALLESTIMENTO
Tra le proteste degli abitanti sono state allestite, dai volontari della protezione civile, nuovamente le tende che alcuni giorni fa erano state bruciate che sono destinate ad ospitare una comunità rom.
Il grido di benvenuto con cui vengono accolti dal drappello di gente in attesa fuori dal campo non è dei migliori: «Merde», «ladri», «figli di puttana». La donna che nel campo entra in quel momento — insieme con le altre 16 madri, 17 uomini e 37 bambini rom appena riportati a Opera — tiene in braccio un fagottino di due mesi, e fa finta di non sentire. Ma «queste famiglie hanno firmato un patto di legalità che sarà il loro banco di prova», ripete l'assessore Mariolina Moioli. «E noi lo rispetteremo», dicono i capifamiglia rom. «Entro marzo avranno una sistemazione definitiva altrove», insiste il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti. «Nel frattempo — osserva con un sorriso di speranza don Massimo, della Casa della Carità, mentre li guarda entrare nelle tende — finalmente siamo qui».All'indomani del doppio vertice in prefettura che dovrebbe aver messo le basi per le «garanzie di legalità» richieste dalle parti, i settantasette sgomberati di via Ripamonti hanno dunque ottenuto ieri la sospirata «risposta provvisoria» — così la qualifica ancora il presidente della provincia Filippo Penati — a quella che il sindaco Ramazzotti non si stanca di definire come «una evidente emergenza umanitaria»: 16 tende allestite in neanche cinque ore dai volontari della Protezione civile, convocati in tutta fretta la sera prima, dove questa gente passerà almeno i mesi più freddi dell'inverno in attesa che Provincia e Comuni, Milano in testa, trovino un posto stabile dove mandarli. «Entro il 19 gennaio sarà individuato — ribadisce l'assessore provinciale Francesca Corso — e prima del 31 marzo sarà pronto». «Saremo qui fuori ogni notte a vigilare e fare il conto alla rovescia», promettono gli assai scontenti promotori del presidio esterno.Che non sono tanti, in verità. Meno di una decina all'alba, all'arrivo dei rom nel pomeriggio saranno forse un centinaio, più o meno quanti i carabinieri e poliziotti chiamati per tenerli a bada: qualcuno con la sciarpa leghista, alcuni residenti, e poi un discreto gruppetto di ultrà rasati che accolgono i neoarrivati lanciando tre-quattro fumogeni e petardi da stadio oltre la rete. Una parte dei manifestanti a quel punto si defila: «Protestare è un nostro diritto ma non è questo il modo», riconoscono. «Non confondiamo i 14 mila abitanti di Opera con le poche decine di persone qui fuori», non si stanca di ribadire il sindaco: «È naturale che tutti siano preoccupati, ma non è ignorando un problema che lo si risolve». «E del resto anche il governo — mette le mani avanti il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato — non può scaricare tutto sulle spalle degli enti locali».Ma è ancora Mariolina Moioli, che di Milano è assessore alle Politiche sociali, a rivendicare con Ramazzotti, titolare di una giunta di colore opposto al suo, la scommessa sulla bontà di una scelta: «Si sono impegnati a rispettare le regole, nessun ingresso oltre a questi, i bambini dovranno proseguire la scuola che già frequentavano. I volontari della Casa della Carità e le forze dell'ordine saranno sempre qui a controllare. E in ogni caso — conclude — questo è un esperimento decisivo. Se funzionerà come spero, segnerà un corso completamente nuovo rispetto a quanto è stato fatto prima di noi».Fa ancora freddo, molto. Ma nelle tende qualcuno comincia ad accendere le stufe elettriche. E a preparare la cena.
28 DICEMBRE 2006: E' UFFICIALE, DOMANI SI RICOSTRUISCE IL CAMPO
«Il campo rom a Opera verrà allestito di nuovo nei prossimi giorni e comunque entro l’Epifania, con un intervento il più tempestivo possibile e con la garanzia che saranno adottate tutte le misure di sicurezza e di vigilanza opportune». Il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, non arretra di un centimetro la posizione delle istituzioni a termine del vertice convocato a Palazzo Diotti. «Sarebbe un segnale pericoloso se si dimostrasse che basta mettere a ferro e fuoco un insediamento per ottenere i propri scopi», ha aggiunto riferendosi all’«atto vandalico» che ha preso di mira la zona circense nel Comune alle porte della città. Le tende, dunque, saranno alzate daccapo, sebbene il prefetto abbia ribadito la natura temporanea della soluzione. «Terremo conto delle ragioni dei cittadini. Dopotutto si tratta di solo 90 giorni: entro il 31 marzo stabiliremo una collocazione definitiva per i settanta rom ospitati a Opera. D’altronde è stato lo stesso sindaco Ramazzotti a proporre l’area nei confini del suo paese, quando in un primo momento era stata scelta una di proprietà di un privato. In ogni caso - ha aggiunto Lombardi - è già fissato per il 19 gennaio un altro confronto tra i rappresentanti dei poteri locali con l’obiettivo di studiare un luogo definitivo e adeguato». Al tavolo in Prefettura hanno preso parte per il Comune di Milano l’assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli, il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, con l’assessore provinciale Francesca Corso, il comandante dei vigili urbani, Emliano Bezzon, il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti insieme a una rappresentanza del comitato di cittadini operesi contrari alla realizzazione del campo. Proprio questi ultimi hanno abbandonato per primi la lunga discussione, i volti tesi e le bocche cucite con malcelato disappunto. Una delegata, Ileana Zacchetti, si è limitata a «invitare» i cronisti al presidio ancora in corso: «Venite a Opera e ne riparleremo». La protesta continua a oltranza. Eppure il prefetto parla di una riunione «dal clima tutto sommato sereno, nonostante la delegazione dei cittadini sia rimasta sostanzialmente sulle proprie posizioni, di fronte al parere unanime delle istituzioni». Adesso a Opera si teme un inasprimento degli animi, magari con nuovi episodi di violenza. Il prefetto auspica che «il ripristino della situazione possa essere portato a termine in tranquillità, confidando nella ragionevolezza dei residenti».
27 DICEMBRE 2006: RIPRENDE IL PRESIDIO E IL SINDACO RAMAZZOTTI INIZIA LE MANOVRE SPORCHE
Nonostante il rogo, i volantini e i cortei, la tendopoli della discordia si farà comunque ad Opera, nell´area dove di solito si ferma il circo. Qui la prefettura ha deciso di piazzare, fino alla fine di marzo, un gruppo di 67 nomadi della Romania, tra cui 35 bambini iscritti alle scuole elementari di Milano. Già oggi dovrebbero ricominciare i lavori per pulire l´area devastata da un incendio doloso, nella notte di giovedì. I comitati dei cittadini continuano a protestare e sono pronti a salire sulle barricate appena compariranno le tende, che da domani, la Protezione civile della Provincia, dovrebbe rimettere per ospitare gli zingari sgomberati il 14 dicembre da via Ripamonti.
IL RACCONTO Stamattina la protesta ricomincia con un presidio permanente in Municipio: "Per mandarci via dovranno spostarci di peso"
24 25 e 26 DICEMBRE 2006: TREGUA, INTANTO CI SI ORGANIZZA
di Luca Fazio
su Il Manifesto del 24/12/2006
Milano Benvenuti nell’area circense. Dove finisce Milano e Opera ancora non comincia, si stende un grande prato intrappolato in un gomitolo di tangenziali. In inverno nonci sono nemmeno le giostre. La piazza è solo uno svincolo per scappare via. Da una parte svettano le nuove e non ancora asfaltate case degli operesi, da non confondere con gli operai, anche se la composizione sociale è quella: una vita scandita dal mutuo ma tutti con il box e orgogliosi di essere altro da Milano. Operesi, di destra e di sinistra. E dall’altra parte il nulla, un pantano che avrebbe dovuto ospitare, fino a marzo, un campo per settanta zingari, compresi trenta bambini. Letigri, eccole qui. Ma il circo è finito. Anche oggi presidiano e imprecano. Ma piagnucolano, perché la televisione - a loro, che hanno votato il sindaco diessino - gli ha dato dei violenti e fascisti; e perché, suvvia, per bruciare le tende della protezione civile, schiaffeggiare gli addetti e sventolare brandelli di trofeo come in un horror girato in Alabama, per quello «basta poco, un accendino, una scintilla». Chi è stato? «Ma sono stati tutti…». Sanno anche nomi e cognomi. Tempi duri per i cacciatori di fascisti duri e puri. I professionisti dei raid di stampo neonazista, nascosti sotto il cappellino della curva, ci sono eccome: ma solo qualche testa rasata con il tricolore sul giubbotto, qualche «forzanuovista» nemmeno troppo in incognito che confabula democraticamente con la polizia, il resto…fa ancora più impressione. Sono relazioni ritrovate, ci si riconosce, le mamme (per definizione) hanno i figli piccoli, si gioca a palla, dare addosso agli ultimi, da qualche secolo, favorisce la coesione sociale. La «sinistra» lo sa, e generalmente scappa a gambe levate, anche se Opera sta diventando un piccolo laboratorio per imparare a gestire con la testa il «problema» che non ha mai avuto una«soluzione». Dopo il raid, le tigri borbottanti vanno domate, anche perché a essere precisi (magistrati e poliziotti, a volte, sono molto ma molto precisi) potrebbero dover rispondere di devastazione, incendio, istigazione all’odio razziale, violenza, eccetera. Non ci risultano fermi. Strano. Fa impressione vedere il leghista Borghezio che si agita nelle improbabili vesti del domatore, con la coda tra le gambe. Le sue tirate le fa, «figli di puttana» di qua e «continuate a rompere i coglioni» di là, e però invita a essere «pragmatici», a valutare e distinguere, in uno spreco di congiuntivi srotolati a caso. Qualcuno mugugna, i più furbi hanno capito. La notizia è che la polizia e i carabinieri, o meglio chi rappresenta lo stato anche in quel di Opera, deve aver suggerito agli agitatori locali di An e Lega che il panettone potrebbero mangiarlo a San Vittore. Sotto natale, c’è da restare stupefatti: il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, allora esiste, anche se gli uomini che lui avrebbe dovuto dirigere, di concerto con la questura, l’altra sera hanno lasciato il campo libero a una vergognosa azione squadrista, anche annunciata. L’uomo è sul luogo, alla conferenza stampa preparata al municipio, e resta senza parole quando l’europarlamentare del Prc, Vittorio Agnoletto, gli chiede conto dell’incredibile assenza della forza pubblica (farà una interpellanza parlamentare). Il prefetto sgrana gli occhi, è un uomo sotto tutela e il suo tutor si chiama Filippo Penati, il presidente della Provincia di Milano, diessino pragmatico col pallino della sicurezza. Per una volta coraggioso. Il campo nomadi si fa, questo ci tiene a ribadire Penati dopo il raid, «e i responsabili vanno individuati e puniti» (applausi da tutto il parterre targato Prc). Al suo fianco, e capita spesso, siede il sindaco di Milano-faccio tutto io, Letizia Moratti. Quegli zingari, fino a due settimane fa abitavano a Milano, e lei ieri è «scesa» fino a Opera per ringraziare il sindacolocale e per saldare ancora di più quel «tavolo istituzionalebipartisan» che sta cercando di trovare soluzioni mediate tra sinistra e destra. Forse, è finita l’epoca Albertini. E il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti (Ds), stravolto per una decisione che gli è capitata fra capo e collo, finalmente può tirare un mezzo respiro di sollievo. Almeno fino al 28 dicembre, quando la Protezione civile, protetta dai poliziotti, rimonterà le tende per gli abitanti dell’ex campo di via Ripamonti. Dieci giorni fa li hanno lasciati mezzi nudi in mezzo alla strada. Il solito sgombero, con il solito corollario di oggetti sfasciati dagli uomini della polizia locale (vigili), strumenti musicali compresi. Ne devono aver recuperato qualcuno perché, mentre il comitato razzista strepita, stanno suonando nel campo da basket dell’oratorio. Un po’ in disparte come sempre, ma almeno per un giorno circondati dall’affetto obbligato di chi di tanto in tanto sente il dovere di distinguersi dai razzisti, dagli indifferenti e da chi sostiene che quando si parla di nomadi c’è poco da fare… Su tutti vigila don Virginio Colmegna, l’uomo ragno della chiesa milanese. Risolve problemi. Qualche zingara mima uno svogliato passo di danza, i bambini giocano e i volti della sinistra istituzionale (Farina, Muhlbauer, Quartieri) si concedono una salamella alla griglia. Cucinano gli scout. Poi tutti al dormitorio pubblico di viale Ortles. «Ma papà sono poveri?». No, sono zingari.
23 DICEMBRE 2006: IL PREFETTO CONVOCA I RAPPRESENTANTI DEI CITTADINI
“Tregua natalizia” dopo l’intervento della lega
di ALESSANDRO MORELLI (la Padania del 24 dicembre 2006)
La protesta della gente vince grazie alla Lega. Dopo 3 giorni passati all’addiaccio con i cittadini a presidiare anche di notte, la gente di Opera ha avuto una prima vittoria, il prefetto di Milano, Gianvalerio Lombardi, ha assicurato che i lavori per il campo nomadi non partiranno almeno fino al 27 dicembre. Anzi, grazie alla mediazione del rappresentante del Governo, che è riuscito a placare anche gli animi dei più decisi, è stato assicurato del tempo per trovare soluzioni alternative tra comitati e Comune prima dell’inizio dei lavori. “Tregua” natalizia assicurata dunque.Risultato ottenuto dunque, grazie all’intervento fondamentale della Lega che nei giorni scorsi era scesa in campo con il consigliere comunale di Milano, Matteo Salvini e il consigliere regionale Fabrizio Cecchetti e ieri con l’assessore regionale, Davide Boni e l’eurodeputato Mario Borghezio.
22 DICEMBRE 2006: DOPO LA RIVOLTA SI ORGANIZZA IL PRESIDIO
Opera, alle porte di Milano, in rivolta contro il campo nomadi allestito per il periodo invernale, ieri erano state date alle fiamme le tende appena posizionate, il sindaco di Opera parla di gruppi organizzati di Lega e An che avrebbero guidato la rivolta.
Udite le vergognose notizie riportate da rai tre nell’edizione della Lombardia, dal Gazzettino e da alcune dichiarazioni in una trasmissione di Antenna 3 teniamo a precisare quanto segue:
La Lega Nord per l’indipendenza della Padania prende le distanze da fatti illeciti verificatisi in occasione dell’inizio del presidio dell’area circense di Opera.
Ogni accusa di aver istigato e fomentato attività non legittime, al di fuori della mera occupazione per la tutela di una zona del nostro paese che non vogliamo sia adibita a campo nomadi, è assolutamente falsa è strumentale.
La Lega Nord è sempre dalla parte della gente e continuerà, con i cittadini operesi, a presidiare permanentemente l’area che il Sindaco di Opera vuole adibire a campo nomadi pur non approvando il gesto dei moltissimi cittadini che si sono recati, anticipando il corteo, a dare fuoco alle tende preparate per ospitare i nomadi. Cittadini infuriati ed esasperati dal comportamento del Sindaco che, in un giorno,ha imposto un campo nomadi ad Opera ignorando la protesta spontanea di migliaia di cittadini,
Il presidio ad oltranza terminerà solo quando il Prefetto prenderà in considerazione l’ipotesi di cercare una zona più idonea lontana dalle abitazioni; ovviamente non ad Opera.
Naturalmente ci riserviamo di tutelare la nostra immagine ed il buon nome del Capogruppo diffamato a mezzo stampa e televisione nelle sedi più opportune.
Opera, 22 novembre 2006
Ettore Fusco (Capogruppo della Lega Nord per l’indipendenza della Padania)
21 DICEMBRE 2006: IL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLE TENDE BRUCIATE
Ieri sera ad Opera 300 persone hanno dato alle fiamme alcune tende della protezione civile approntate per ospitare una sessantina di rom sfollati da un campo abusivo.Il sindaco di Opera denuncia la presenza nel corteo di infiltrati esterni della Lega e di AN: Salvini e La Russa negano e quest'ultimo minaccia querele.
OPERA, 400 PERSONE IN PIAZZA. FUOCO E FIAMME CONTRO I ROM
Un vero e proprio blitz. Conclusosi con 6 tende della Protezione civile bruciate e altre 7 divelte nel campo che il comune di Milano sta allestendo a Opera – all’angolo tra via Borsellino e via Marcora – per i nomadi sgomberati in zona Ripamonti due settimane fa. Quasi contemporaneamente un’incursione di circa 400 persone hanno impedito al consiglio comunale di Opera di proseguire mentre altri portavano come un trofeo, davanti al municipio, parte di quelle tende bruciate.A Opera i nomadi non li vogliono, è chiaro. Il sindaco Alessandro Ramazzotti (Ds), tra le 20 e le 21 di giovedì, ha tentato di illustrare al consiglio comunale e ai cittadini imbufaliti che affollavano l’aula il protocollo d’intesa appena raggiunto con le istituzioni milanesi per sistemare i 67 rom (di cui 34 bambini) che hanno dovuto lasciare l’accampamento abusivo di via Macconago giovedì 14 dicembre perché sgomberati dalla polizia. Il primo cittadino, però, si è dovuto interrompere perché il vociare di proteste gli impediva di parlare. E a nulla sono valsi i 15 minuti di pausa: Ramazzotti è stato costretto a sospendere il consiglio comunale mentre l’orda di gente, dietro incitazione dei rappresentanti della Lega, si riversava sulla strada e, bloccando il traffico davanti alla rotonda, agitava una specie di vessillo: il lembo di una delle tende che alcuni di loro avevano bruciato (probabilmente durante il consiglio comunale).In via Borsellino l’altra sera, subito dopo il rogo, sono giunti i carabinieri della compagnia di Corsico, quelli del nucleo radiomobile di Milano e, ieri mattina, la Digos che, insieme ai militari, ha presidiato la zona, non recintata e decisamente poco vigilabile. Sul posto sono state trovate delle taniche di benzina. E, oltre ai leghisti, c’è chi giura che tra i piromani ci fossero anche esponenti dell’estrema destra.Nei giorni scorsi a Opera era nato un vero e proprio vespaio di proteste quando il Comune e la Provincia di Milano – non appena deciso di approntare l’area verde all’angolo tra via Borsellino e via Marcora per il campo nomadi provvisorio, con le grosse tende azzurre riscaldate della protezione civile – avevano mandato subito sul posto le ruspe per iniziare i lavori. I residenti erano scesi allora sul piede di guerra, impedendo alle ruspe di andare avanti. E non erano stati solo i vertici della casa di riposo «Anni Azzurri» che si trova nell’area, ma tutti coloro che in quella zona stanno per andarci ad abitare.«È un’area dove sono state costruiti molti alloggi nuovi. E dove la gente non vuole più andare a vivere ora che sa che accanto ci saranno i rom. Avevamo detto no al campo nomadi di Noverasco e adesso ne allestiscono uno lì accanto» aveva protestato il sindaco di Opera con il prefetto Gianvalerio Lombardi lunedì quando, in piena emergenza proteste, era stato avvertito solo a lavori già iniziati. Poi le polemiche sembravano essersi quietate e l’accordo con la Provincia raggiunto. Ma c’era chi attendeva solo il momento giusto per agire. Adesso l’area dell’incendio è sorvegliata 24 ore su 24. Nel timore di nuovi blitz.
20 DICEMBRE 2006: SI COMINCIA A PARLARE DI AREA CIRCENSE PROPOSTA DA RAMAZZOTTI
CECCHETTI E BONI: “NO AL CAMPO NOMADI AD OPERA”
In merito alla realizzazione di un nuovo campo nomadi sul territorio di Opera (MI), sono intervenuti il consigliere regionale della Lega Nord, Fabrizio Cecchetti e l’Assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni.
“La Lega Nord – afferma Fabrizio Cecchetti – si dichiara fin da subito contraria ad ogni ipotesi di realizzazione di un campo nomadi sul territorio di Opera. E’ tempo che i sindaci di sinistra e il loro Presidente della Provincia, Penati, inizino a pensare ai problemi di cittadini e la smettano di regalare soldi a persone che non li meritano e che continuano a infrangere le leggi. Auspico che la solerzia riscontrata nel caso di nomadi e extracomunitari venga riservata anche a chi risiede da sempre nel nostro territorio, rispettando la legge e pagando le tasse. I cittadini onesti non vogliono più convivere con il degrado e gli episodi di criminalità spesso legati alla presenza dei campi nomadi.” “C’è il rischio concreto - continua l’Assessore regionale Davide Boni – che, nonostante le promesse del sindaco Ramazzotti di effettuare un intervento straordinario e limitato nel tempo, il campo si trasformi in una realtà permanente, con tutti i disagi che ne conseguirebbero. Proprio con le ultime modifiche apportate alla Legge regionale per il governo del territorio, n. 12 del 2005, sono state introdotte nuove disposizioni di indirizzo per attuare una corretta e ragionata localizzazione dei campi di sosta e transito dei nomadi. L’individuazione di aree nelle quali il piano dei servizi prevede la creazione di campi di sosta o di transito dei nomadi, dovrà essere effettuata solo attraverso il consenso dei comuni limitrofi. Faccio quindi appello ai consiglieri regionali affinché procedano in tempi rapidi all’approvazione delle modifiche alla legge 12 in aula consiliare”.
19 DICEMBRE 2006: LA POPOLAZIONE COMINCIA A MOBILITARSI
18 DICEMBRE 2006: ARRIVANO LE RUSPE A NOVERASCO
Sono stati bloccati dai residenti i lavori per il nuovo campo nomadi in via Borsellino al confine con il Comune di Opera. E proprio dal Comune di Opera (che non era stato avvertito) sono arrivate le proteste rivolte a Provincia, Comune e Prefettura, che avevano trovato un accordo per costruire il nuovo campo dove ospitare i circa 67 rom, 34 dei quali minori, sgomberati il 14 dicembre da via Ripamonti. Soluzione ideale visto che l'area dove far sorgere la struttura d'accoglienza era dello stesso proprietario di quella sgomberata.Ma nella zona, a Noverasco, ci sono una casa di riposo ma soprattutto tante villette. «Saranno oltre un centinaio di famiglie» spiega il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti (Ds). Quando hanno visto la ruspa ieri mattina, gli abitanti sono andati in strada a fermarla e intanto qualcuno è corso ad avvisare il sindaco che nel pomeriggio ha incontrato l'assessore alla Protezione civile della Provincia, Francesca Corso, e il prefetto Gian Valerio Lombardi.«Non è una cosa pregiudiziale, di chi è comunque contro - sottolinea Ramazzotti - ma c'è stato un corto circuito». Quello creato dal fatto che nessuno ha avvisato Comune e residenti, che per ora hanno ottenuto il blocco dei lavori fino a domani quando ci sarà un nuovo incontro (la conferma verrà oggi) in Prefettura. E proprio la Prefettura spera in una soluzione «in tempi brevissimi». Anche l’assessore Corso dice che «per domani ci saranno sviluppi interessanti».Il sindaco Ramazzotti oggi alle 11 incontrerà i residenti: «Come Comune - spiega - abbiamo dato la disponibilità a cercare una soluzione anche perché chi deve andare nel campo è povera gente che non ha un posto. Ma senza avvertire tutto si complica: di fronte a un atteggiamento incauto il rischio è che le cose si incaglino».
14 DICEMBRE 2006: tutto ebbe inizio con lo sgombero in Via Ripamonti
Abbattute le baracche dei rom di via Ripamonti, su un terreno occupato da un anno e mezzo; bambini portati alla Casa della Carità. Don Colmegna: ''Si è deciso di procedere alla vigilia di Natale. Milano rischia di trasformarsi in una polveriera''. Sono arrivati senza preavviso, ma con le ruspe, per abbattere le baracche dei rom di via Ripamonti a Milano. Ex sede del poligono di tiro, estrema periferia sud della città. Siamo all’altezza del civico 342. Un centinaio di persone aspetta ora per strada, di fronte a quello che resta delle loro case. Ci sono uomini, donne mentre una trentina di bambini sono stati subito accompagnati alla Casa della Carità. Spaventati. “Un’azione improvvisa, nessuno sapeva nulla – dice don Virginio Colmegna, immobile davanti alla baraccopoli -. Questa operazione sarebbe rimasta anonima se non fossimo intervenuti”. Nomadi sì, ma tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno. Solo 18 persone sono state portati in Questura per accertamenti. In100 acolti dalla Csa della Carità.

Anche in via Vivaio, c’è stupore: si attende ora la convocazione in Prefettura. Si spera, nel pomeriggio. “I problemi non si risolvono così, esiste un tavolo interistituzionale attorno a cui trovare soluzioni e non è stato rispettato – dice Francesca Corso, assessore ai Diritti dei cittadini della Provincia di Milano -. Questi interventi vanno concordati per garantire alla persone un’accoglienza adeguata”. Tensioni nell’aria dunque che rischiano di riportare la città al clima incandescente del giugno 2005, quando lo sgombero del campo nomadi di via Capo Rizzuto creò un’emergenza abitativa per 76 persone rimaste senza casa dall’oggi al domani. Passarono dalla baracca, al parcheggio di Molino Dorino per “finire” alla Casa della Carità. “Il rischio di tutto ciò è la creazione di nuovi insediamenti – commenta perplessa l’assessore Corso -. Prima si cerchino alternative reali, poi si intervenga”.
Il campo ora è deserto. Don Virginio Colmegna si è offerto di portare alla Casa della Carità gli oggetti personali dei Rom, almeno quelli che le ruspe non hanno distrutto. Ma il vero problema restano le persone. Non tutti hanno deciso di farsi accogliere dalla struttura del sacerdote. “Io lì non ci voglio andare – dice L., uno di loro -. Preferisco andarmene per la città e trovare un altro posto.
"Sui rom c'è un tavolo aperto in prefettura, sarebbe stato meglio che noi fossimo informati". Così l'assessore comunale alle Politiche sociali, MariolinaMoioli, risponde riguardo allo sgombero eseguito stamani in un campo nomadi di via Ripamonti. Uno sgombero, spiega Moioli, "richiesto da un privato", proprietario dell'area di via Ripamonti. "Ora ci troveremo all'incontro in prefettura, che abbiamo richiesto il vice sindaco, Riccardo De Corato, e io".
8 DICEMBRE 2007 CASONI SGOMBERATA
COMUNICATO STAMPA: 5 DICEMBRE, TEMPO ABBONDANTEMENTE SCADUTO
I cittadini di Pieve Porto Morone sono stanchi di essere presi in giro e di restare inermi dinnanzi allo scadere di ogni data ultima che le istituzioni promettono per la soluzione del problema.
Non è ammissibile che uno Stato democratico si prenda gioco dei cittadini, attraverso le sue rappresentanze sul territorio, e non faccia gli interessi degli italiani ma, bensì, copra inefficienze dell’apparato burocratico e legislativo di un Paese che non riesce a risolvere un problema che rischia di giungere ad un punto di non ritorno.
Se non si controllano i flussi migratori e non si restituiscono ai cittadini la fiducia nelle istituzioni e la sicurezza di essere tutelati dalle forze dell’ordine questo paese cadrà nel kaos.
Per quanto riguarda la tensione sociale causata dall’incauta sistemazione di famiglie senza fissa dimora e senza lavoro, all’interno di una piccola comunità prevalentemente agricola, siamo ancora in attesa che la magistratura avvii un procedimento contro il Prefetto di Pavia Ferdinando Buffoni per "istigazione all'odio fra le classi sociali attuata in modo pericoloso per la pubblica tranquillità".
COMUNICATO STAMPA: PIEVE PORTO MORONE VINCE
MILANO 1 DICEMBRE 2007: LA POLIZIA CONTRO IL GOVERNO PRODI PER LA SICUREZZA
Il presidio di Opera era presente alla manifestazione della Polizia organizzata oggi a Milano per dimostrare contro i tagli in finanziaria che penalizzano i tutori dell'ordine, quindi la nostra sicurezza, ed il rinnovo del contratto degli agenti che li vede molto penalizzati rispetto ad altre categorie del pubblico impiego.SABATO 1 DICEMBRE A MILANO
SABATO 24 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE PER LA LEGALITA' A PIEVE PORTO MORONE
Facciamo appello a tutte le forze democratiche affinchè manifestino con i cittadini di Casoni, la frazione interessata dall'insediamento coatto, per chiedere a gran voce che siano rispettate le leggi e non sia fatto passare il principio che il Sindaco di una grande città, con la complicità del Prefetto, possa sbarazzarsi dei suoi campi nomadi irregolari spedendoli nelle piccole realtà agricole che politicamente contano poco più di niente.
Noi ci saremo e speriamo altri si aggreghino. Sabato 24 dalle ore 20.30 a Pieve Porto Morone.
MARIO BORGHEZIO A OPERA DOMENICA 18 NOVEMBRE
DOMENICA 18 NOVEMBRE ALLE ORE 10,00 PRESSO IL GAZEBO DELLA LEGA NORD IN VIA DANTE VICINO ALLA FERMATA DEL BUS ZONA MUNICIPIO ARRIVA L'ON. PARLAMENTARE EUROPEO MARIO BORGHEZIO.
Quello di Mario è un gradito ritorno, dopo le visite nel periodo del Presidio e l'interessamento che anche dalla sua alta carica ha sempre profuso per trovare una soluzione al problema che abbiamo vissuto questo inverno.
Mario Borghezio è venuto a Opera in occasione del primo incontro con il Prefetto Lombardi ed in occasione delle due grandi manifestazioni popolari che abbiamo organizzato per sensibilizzare la gente e l'opinione pubblica. Mario Borghezio si è "costituito" al PM quando siamo stati indagati, dichiarandosi colpevole quanto noi cittadini, e l'ha rifatto in occasione del rinvio a giudizio di Ettore Fusco a cui ha mostrato tutta la propria solidarietà in più occasioni.
Mario Borghezio è uno di noi che torna a Opera anche per presentare la rivista della nuova associazione che presiede e che avrà certamente un gran successo: "IDEE PER L'EUROPA DEI POPOLI".
VI ASPETTIAMO TUTTI AL GAZEBO DELLA LEGA NORD, DOMENICA 18 NOVEMBRE ALLE ORE 10,00 IN VIA DANTE ALLA FERMATA DEL BUS ZONA MUNICIPIO.
Al gazebo sarà possibile firmare le petizioni popolari:
- STOP IMMIGRAZIONE frontiere chiuse per 5 anni
- NO INCENERITORE e mostri ecologici a Opera
Il Comunicato Stampa: http://leganordopera.blogspot.com/2007/11/comunicato-stampa-lon-mario-borghezio.html
Altre informazioni in merito su: http://leganordopera.blogspot.com/2007/11/borghezio-opera.html
COMUNICATO STAMPA: FUSCO RINVIATO A GIUDIZIO
“Ho appena appreso dal mio difensore di fiducia, l’Avvocato Simona Norreri di Milano, che il Giudice ha accolto la richiesta del PM Laura Barbaini ed ha decretato il mio rinvio a giudizio per il reato d’istigazione a delinquere a seguito dei fatti del 21 dicembre dello scorso anno, quando, durante un infuocato Consiglio Comunale, gruppi di cittadini decisero di recarsi al campo nomadi in allestimento facendo giustizia sommaria e devastando le tende già montate.
Secondo il PM ed il GIP, evidentemente, avrei avuto tanta influenza da muovere un migliaio di persone, in un paesino noto per la sua tranquillità, facendo loro compiere un atto criminale.
Se così fosse mi domando come mai non sia ancora riuscito a farmi eleggere Sindaco, ma sia invece dovuto soccombere, ben due volte, dinnanzi allo strapotere della sinistra che vinse addirittura, con il sessantaquattro per cento di preferenze, le ultime elezioni comunali.
Penso invece che la gente ne abbia piene le scatole di chi delinque ed abbia deciso di non ascoltare i politici che promettono sempre pace, amore e prosperità. Per una sera i miti cittadini di Opera si sono trasformati in persone assetate di giustizia.
Chi di noi non ha mai affermato che se dovesse prendere un ladro in casa lo ucciderebbe?
Quanti di noi, invece, hanno mai ammazzato o anche solo desiderato la morte di un ladro arrestato?
Quella sera ad Opera la gente si è sentita come se fosse davanti al ladro, metaforicamente parlando, considerando un reato, una violenza verso se stesso ed i propri cari, l’imposizione di un campo nomadi all’ingresso del proprio paese. Quella sera gli operesi hanno devastato il campo come chiunque di noi ammazzerebbe un ladro che massacra di botte la propria moglie. Si sentivano minacciati, in pericolo.
A mente serena nessuno approva, oggi, quanto è successo quella sera né tanto meno afferma che lo rifarebbe.
Certo è che Ettore Fusco, quella sera, era in Consiglio Comunale e fra la gente che lo ascoltava non c’erano quelli che già erano andati al campo a bruciare le tende.
Ettore Fusco quella sera si è macchiato di un'unica colpa. Chiedere che fossero rispettati i cittadini invocando a gran voce una protesta pacifica che sarebbe dovuta restare nell’alveo della legalità come poi, per due mesi di presidio, è stato.
La fiducia che continuo a riporre nelle istituzioni e nella Magistratura rasserena il mio futuro mentre attendo quel giusto processo che sentenzierà la mia totale estraneità al reato addebitatomi”.
PRESIDIO in Via Treccani degli Alfieri
OPERA GAGIA ALL'AUDITORIUM SAN FEDELE
Auditorium San Fedele Via Hoepli 3/B - Milano
proiezione
Opera Gagia - Prosegue il ciclo “Contro l’identità contro” con un docu-film sui rom di Opera
Martedì 30 ottobre Popoli organizza una serata tutta dedicata alla cultura rom con la proiezione del documentario Opera Gagia, di Antonio Bocola (regista di Fame Chimica). Il documentario racconta l'arrivo di un gruppo di rom, nel dicembre 2006, nel comune di Opera e le reazioni della popolazione. La proiezione del video, prodotto dalla Provincia di Milano, sarà seguita da un dibattito con la partecipazione dello stesso regista, di Tommaso Vitale, docente di Sociologia nell'Univeristà di Milano-Bicocca, di esponenti dell'associazionismo e rappresentanti delle comunità rom di Milano.
L'evento, realizzato in collaborazione con il mensile di ricerca e intervento sociale Aggiornamenti Sociali, avrà luogo nell'Auditorium San Fedele, in via Hoepli 3/B, a Milano.
L'iniziativa è il secondo appuntamento del ciclo di incontri che Popoli, il mensile internazionale dei gesuiti, propone con l'obiettivo di incontrare e conoscere le diverse culture presenti sul nostro territorio. Lo scopo è andare oltre la frequente strumentalizzazione del concetto di identità, usato per giustificare arroccamenti e chiusure. "Contro l'identità contro", questo il titolo della serie di serate, rifiuta questo approccio e intende invece promuovere una "identità aperta": aperta a conoscere, riflettere, con-vivere.
Il ciclo si è aperto con lo spettacolo di "cabaretnico" Strangers in the night, realizzato dagli attori stranieri del laboratorio di Zelig Cabaret, e si concluderà mercoledì 7 novembre con una tavola rotonda dedicata all'incontro-scontro tra Occidente e Islam. Gli eventi hanno il contributo della Provincia di Milano e di Banca Etica e il patrocinio della Regione Lombardia.
Per maggiori informazioni:
Marta Zanella
02.86.352.1
popoli@popoli.info
http://www.popoli.info
APPIGNANO DEL TRONTO, VERGOGNA ED INDIGNAZIONE
COMUNICATO STAMPA: LA PM BARBAINI CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER ETTORE FUSCO.
Ettore Fusco è sconvolto anche dalla sola ipotesi che possa essere processato per avere detto che la solidarietà ai nomadi non è interesse dei cittadini di Opera e che il Sindaco Ramazzotti se voleva fare missioni umanitarie se le poteva fare in casa sua, con i suoi soldi.
Il leader della protesta di dicembre contro l’insediamento di un campo nomadi a Opera è stato proposto, dalla PM Laura Barbaini che ha concluso le sue indagini, per un rinvio a giudizio che prelude un processo annunciato nei confronti del Consigliere Fusco della Lega Nord reo di avere espresso le proprie idee in Consiglio Comunale. Nessuna giuria popolare potrebbe mai contestare neppure una virgola del suo discorso, in quella sede istituzionale, in cui è rimasta circoscritta la protesta dei cittadini di Opera.
Le intenzioni del leghista, messe poi in atto a partire dalle ore successive a quelle in cui ignoti avrebbero dato alle fiamme le tende nella sera del 21 dicembre del 2006, erano quelle di presidiare l’area antistante il campo in allestimento per evitare che si potesse insediare un campo nomadi senza almeno dimostrare la contrarietà della cittadinanza.
Il campo era stato voluto dal Sindaco di Milano Moratti e da quello di Opera Ramazzotti con il supporto del Presidente della Provincia Penati e del Prefetto di Milano.
Siamo indignati per come sia stata portata avanti l’indagine sottovalutando le ragioni di Fusco che è stato ascoltato dalla PM solo venerdì scorso su richiesta dei legali dell’imputato che, altrimenti, non sarebbe neppure stato sentito in merito alla vicenda.
E’ parere del Consigliere Fusco che si sia tramato alle sue spalle al fine di preconfezionare un mandante politico, con il supporto di testimonianze e relazioni agli atti processuali senza alcun fondamento di verità, ed altri otto responsabili di reati minori da indicare quali esecutori materiali del reato più odioso da digerire. Gli operesi non hanno incendiato nulla né tanto meno sono razzisti, come dai mass media sono stati dipinti per tutta la durata del presidio anti rom.
Se oggi Opera è ancora un Paese dove il livello di sicurezza è accettabile il merito va dato a quelle persone, Fusco in prima linea, che hanno creduto nel diritto all’autotutela ed alla difesa personale mediante la pacifica ma determinata protesta di piazza.
Il paese si stringe attorno al suo rappresentante confidando nella Provvidenza e nel buon senso della Magistratura.
Ufficio Stampa Lega Nord Opera.
COMUNICATO STAMPA: HANNO RESO INVISIBILI I ROM CACCIATI DA OPERA
COMUNICATO STAMPA: FUSCO SOTTO TORCHIO DAL PM BARBAINI
Ci aspettavamo un atteggiamento diverso da parte del PM milanese Dottor Laura Barbaini nell’interrogatorio richiesto dalla difesa di Ettore Fusco per deporre in merito alle indagini sulla vicenda del rogo delle tende del 21 dicembre 2006 a Opera.
Dopo dieci mesi la magistratura, purtroppo, brancola nel buio e la ricostruzione di quanto accaduto in quella sera è il collage delle deposizioni dei “nemici” del Capogruppo operese della Lega Nord.
Dalle illazioni del Vicesindaco di Opera, di un Assessore, di un Consigliere Comunale ed un giornalista di Radio Popolare, tutti di sinistra, s’è messo in piedi uno scenario inquietante avallato dai racconti giornalistici di quei giorni viziati dalle dichiarazioni mendaci rilasciate dal Sindaco, da un altro Assessore, dai suoi colleghi di maggioranza e dalle invenzioni di alcuni degli stessi giornalisti, anche loro di sinistra, collaboratori di certe testate già querelate per i contenuti dei loro articoli.
Ciliegina sulla torta la ricostruzione dei fatti che la Stazione dei Carabinieri operese ha sottoscritto nella persona del suo Comandante. Ricostruzione che discorda certamente dalle singole relazioni che dell’accaduto possono avere fatto i militari in servizio, tutti ben consapevoli di quanto accadeva.
Potrebbe sembrare un complotto ordito per dare una colpa politica ad un uomo del popolo che si erge a difensore dei diritti dei propri concittadini. Una persona che apparentemente acquista un seguito particolarmente forte al punto tale da destabilizzare un potere politico ed istituzionale costituito.
Le istituzioni non possono accettare che questo accada, neppure in un paese dell’hinterland milanese di quattordicimila anime. Un paese dove la gente s’è permessa di protestare anche contro la chiesa, boicottandone le funzioni e le offerte, poiché il Parroco locale faceva parte della schiera dei cospiratori denigratori e falsificatori di quanto Fusco poteva aver fatto nella sera del 21 dicembre. Il Parroco definì il Consigliere Comunale un razzista, quando accolse con soddisfazione la notizia degli avvisi di garanzia, e dichiarò ad un giornalista “i razzisti non hanno vinto”.
Ettore Fusco si è recato dal Pubblico Ministero milanese per esporre le proprie ragioni contestando le menzogne riscontrate negli atti processuali. Menzogne frutto di deposizioni a senso unico raccolte solo negli ambienti politici e soprattutto schierati contro il probabile prossimo Sindaco di Opera, il leghista sotto il torchio della magistratura per un odioso reato che tutta Opera sa che non ha commesso.
La sinistra operese sa di perdere le prossime elezioni e corre ai ripari usando l’unica arma ancora disponibile, la calunnia, e la magistratura involontariamente ne amplifica i toni anziché smorzarli sul nascere ascoltando i diretti interessati per visionarne le prove. La città di Opera, in particolare, sa bene cosa sia successo quella fatale notte quando mezzo paese è sceso in piazza.
Ettore Fusco ha fatto quello che ha potuto per mantenere la protesta in ambito democratico e pacifico ma c’era troppa gente quella sera. Anche il Sindaco Ramazzotti riferisce di avere visto “teste rasate e saluti romani”, gente che non si fa certo dare ordini da un Consigliere Comunale della Lega Nord agli antipodi dalla politica di fascisti, comunisti o nazisti che siano gli estremisti dalle teste rasate.

Tutto questo poco interessa a chi ha già preconfezionato una sentenza di colpevolezza per un intero paese che si è ribellato alle istituzioni ed ha detto no alla prepotenza di chi vuole fare passare per impegno a fin di bene una mera convenienza politica degli interessati a gestire situazioni di illegalità in Italia. Non potendo colpire un intero paese se ne decapita l’espressione naturale, l’uomo che li ha rappresentati e tutelati anche nella gestione dei permessi e dei rapporti con la questura e le istituzioni.
Dopo la vicenda di Opera è venuta alla ribalta nazionale la problematica dei campi nomadi e, solo dopo le battaglie dei cittadini di altre parti d’Italia, i politici hanno cominciato a cercare soluzioni al problema dei campi nomadi irregolari. Grazie ad Opera, che volevano usare come puliscipiedi, qualcuno ha capito che non è nascondendo la spazzatura sotto lo zerbino che si smacchia un paese e, soprattutto, la propria coscienza.
L’interrogatorio sospeso alle 20.30 circa di venerdì, dopo quasi quattro ore ininterrotte, riprenderà forse lunedì pomeriggio negli uffici del Tribunale di Milano.
COMUNICATO STAMPA: FINALMENTE IL PM ASCOLTA L'ACCUSATO N.1
Dopo aver letto gli atti processuali relativi all'indagine sul rogo delle tende del 21 dicembre 2006, ed avere appreso di essere la vittima di un complotto, è finalmente giunto il momento di dire la mia. Oggi, 5 ottobre 2007, davanti al PM Laura Barbaini presso il Tribunale di Milano avrò la possibilità di parlare direttamente con chi ha svolto le indagini ed ha sentito il parere di una sola campana, quella politicizzata che tenta di sfruttare fino in fondo la situazione danneggiando, forse pensando di potermi intimidire o addirittura spedirmi in galera, il più accreditato avversario per le amministrative 2008. Molte testimonianze sono risultate fasulle e lo dimostreremo nell'eventuale processo qualora decidessero, nonostante le prove certe della mia estraneità a quanto mi viene addebitato, di rinviarmi a giudizio. Confido nella giustizia e nella volontà della Dottoressa Barbaini di volerla perseguire.I NOMADI IN TOUR A MILANO
Il pullman dei rom di Don Colmegna. Adesso che finalmente sono diventati nomadi e si muovono per la città nessuno li vuole più. Su tante parrocchie una sola ha dato la propria disponibilità ad accoglierli. Il prete resta sempre più solo in questa sua demagogica battaglia intrisa di falsità e buonismo che irrita ogni giorno sempre più settori del mondo politico e sociale. (foto: fonte Il Giornale). Il Comunicato stampa di Opera Sicura in merito all'iniziativa di Don Colmegna: http://operasicura.blogspot.com/2007/09/comunicato-stampa-se-passano-da-opera.htmlCON BORGHEZIO A PIEVE PORTO MORONE.
Venerdì 21 settembre alle ore 21.00 al presidio di Pieve Porto Morone giunge l'Europarlamentare On. Mario Borghezio.COMUNICATO STAMPA: LA SOLIDARIETA' OPERESE A PIEVE PORTO MORONE
Il sito dei pievesi è http://www.pieveportomorone.blogspot.com/
TUTTI A PIEVE PORTO MORONE
COMUNICATO STAMPA: OPERA, SOLIDARIETA’ A MARIO BORGHEZIO.
Una data infausta quella odierna che rievoca immagini allucinanti per qualsiasi essere umano che non abbia nel suo dna il cromosoma della follia. Purtroppo, nonostante l’Europarlamentare europeo Mario Borghezio non abbia in alcun modo provocato alcuno né fomentato disordini, oggi la polizia belga lo ha fermato e, secondo le notizie che giungono in Padania, malmenato preventivamente al fine di scongiurare una manifestazione in memoria del disastro delle torri gemelle dove migliaia di civili persero la vita in seguito all’attacco terroristico sferrato dal Signore dell’Islam Osama Bin Laden. Nella civilissima Bruxelles, dove si può manifestare liberamente a favore dei pedofili, il Sindaco ha vietato una manifestazione anti-islam bloccando il parlamentare della Lega Nord. A Mario Borghezio giunga la solidarietà di tutta Opera che ancora ne ricorda l’impegno profuso in occasione del Presidio che nel febbraio scorso, dopo due mesi di lotta, scongiurò l’insediamento di un campo nomadi in paese. Mario Borghezio è un uomo al servizio della Padania cui tutti noi dobbiamo gratitudine per quanto svolge a Bruxelles a favore del nostro paese. Auspichiamo un immediato intervento del Presidente della Repubblica Napolitano a favore del nostro Parlamentare Europeo e siamo vicini, con lo spirito, al valoroso Onorevole torinese.
OPERA TRASFERIMENTO DEL SACERDOTE, IL SINDACO INSORGE
— OPERA —Le parole di Fusco, consigliere comunale della Lega e leader del Presidio contro i Rom, che hanno accolto con esultanza il trasferimento di don Renato Rebuzzini, definito il «parroco che leggeva il Manifesto», hanno provocato una dura reazione del primo cittadino di Opera, Alessandro Ramazzotti. «L’attacco del consigliere Ettore Fusco a don Renato e alla chiesa milanese è inaccettabile. Mi limito a ricordargli le parole del cardinale Tettamanzi al ritorno, nel marzo scorso, dal Pellegrinaggio in Terrasanta: Non è certo alimentando la paura che si può realizzare quel dialogo, quel confronto, quella collaborazione che sono poi l’unica strada possibile per la convivenza». E parlando proprio della preziosa opera di don Renato, complimentandosi per il suo impegno ha detto: «La risposta della Chiesa a emergenze come questa deve essere chiara. Richiamo ai valori e vicinanza alle persone».
MA SOCIOLOGO SIGNIFICA IMBECILLE?
Da Liberazione del 6/02/2007, pag. 7
Parla il sociologo e voce storica della sinistra italiana
Revelli: «Quella realtà che i media non raccontano»
«Il vizio, l’errore di fondo, nasce quando un problema sociale come l’immigrazione viene presentato esclusivamente come problema di ordine pubblico. Un po’ come si è fatto nell’800 con le rivendicazioni della nascente classe operaia, presentata come vero e proprio pericolo pubblico». Marco Revelli, sociologo, economista e voce storica della sinistra italiana ha pochi dubbi: la percezione distorta dei migranti è frutto di un’informazione chiusa, autoreferenziale e virtuale. «Marocchino uscito con l’indulto massacra la famiglia ».Questo, grosso modo, il titolo della gran parte dei giornali italiani il giorno dopo la strage di Erba.
Il fatto è che il racconto sociale che viene fatto dai media è molto chiuso nella propria dimensione di sistema, nei codici della notizia che esaspera l’eccezionalità invece della normalità. Erba è un esempio chiaro. Ed allora andrebbe compreso che l’informazione non racconta la realtà, soprattutto la relatà dei migranti. Le nostre vite hanno una dimensione ed uno spessore che l’informazione non coglie. Vorrei che pezzi di società riprendano la parola e ricomincino a raccontarsi dimostrando quanto sia falso il racconto dei media. Di qui l’idea che i migranti siano presentati come era presentata la classe operaia nell’800.
Certo, esattamente come accadde due secoli fa con l’emergere di una classe di lavoratori salariati che fu interpretata come la nascita di una classe sociale pericolosa, come un problema di sicurezza. Così nacquero le leggi sul controllo militare di questa classe. Esattamente come i migranti del 2000 che vengono presentati come soggetti pericolosi mentre, nella realtà, sono la nuova forza lavoro planetaria.
C’è un razzismo inconsapevole del nostro sistema dei media; un razzismo di fondo che presenta l’altro come un delinquente abituale. Con Erba, inoltre, abbiamo mancato l’occasione per indagare questa violenza strisciante e domestica. Una violenza tutta italiana.
Oltre al soprassalto di vergogna con cui i media hanno presentato quel che è accaduto, la cosa che stupisce è che si è rimossa, si è ignorata la grave malattia del territorio. Di questo nostro Nord-est e di tutto il settentrione. Proprio in quella padania così ricca, in quel Nord-est pieno di suv, di palazzi di vetro e cemento, quel Nord-est in cui la vulgata colloca il motore del benessere dell’italia che tira; ecco, proprio lì scopriamo che il nostro territorio è attraversato da grumi di risentimento di cui i due assassini sono la sintesi. Lo stesso odio che c’è dietro la vicenda del campo nomadi di Opera dove le persone cosiddette normali bruciano le tende dove ci sono 35 neonati. Ed allora io credo che proprio lì, in quelle occasioni, viene fuori un sentimento di depauperazione che porta a tutto questo. I coniugi di Erba non avevano quel che aveva quella coppia: quel fertile disordine così incomprensibile per loro. I due assassini erano apparentemente perfetti e invece mancavano di tutto. Questo vuoto è un vuoto di relazioni, di rapporti di senso della vita e di gusto della scoperta dell’altro. Sono vite svuotate, prive di un orizzonte di senso che si ritrova solo nell’odio per tutto quanto è altro da sé.
D.V.
GENITORI CHE... educano alla verità i propri figli!
inviato: 25/01/07 12:35
afroitaliani/eRegistrato: 06/02/06
ieri sera all'INFEDELE di gad lerner si parlava di rom , campi e discriminazione. In studio tra gli altri i leghisti di Opera, l'assessore moiolino, penati, don colmegna, il sindaco di opera, il grande storico MARCO REVELLI , Rosetta Loy e pubblico composto da residenti non rom di via triboniano e opera, e rom rumeni e italiani. Che ne pensate? a me è parso fatto bene, e poi c'era REVELLI, di cui ho una grandissima stima, peccato che non l'abbiano fatto parlare tanto quanto quell'abietto leghista, fusco mi pare si chiamasse....che ha detto impunemente le solite falsità trite (è una loro scelta vivere così, sono dei nomadi, vogliono vivere nelle tende !!!!!) mi è piaciuta molto anche Rosetta Loy che ha confutato , unica tra i tanti, neanche Colmegna l'ha fatto, l'affermazione che sia una "scelta" vivere nel degrado. e ha fatto benissimo Lerner a ricordare il doppio standard cioè che se si insultano pubblicamente gli ebrei in quanto gruppo si scatena giustamente la condanna unanime e bipartisan, ma se si fa lo stesso per i rom , nessuno, (o ben pochi) alza un sopracciglio chi è che ha FINALMENTE detto , mi sembra il regista Ferrario (film La strada di Levi, da non perdere) che la responsabilità di un crimine è dell'INDIVIDUO non del gruppo etnico a cui appartiene. una cosa così scontata, non è mai venuta in mente prima d'ora di dirla a nessun conduttore o politico? e poi bellissimo il reportage di francesca esposito, sull'europa dell'est, i pogrom in romania, il massacro del villaggio di HADARENI, I cartelli con su scritto : non serviamo i rom , che si trovano impunemente in romania.... e lerner ha anche ricordato l'iniziativa di oggi a Roma all'auditorium , che la redazione di genitoriche ha anche segnalato in che fare in città (grazie)..... per quanto riguarda il patto di legalità, io sono d'accordo con la signora rom italiana: ma dove siamo , in regime di apartheid , che esclusivamente a un particolare gruppo etnico viene chiesto di firmare un contratto di legalità??? presumendo che altrimenti il gruppo etnico delinqua, anche se nessun individuo di quel gruppo ha mai fatto niente di male?? lerner non ha aggiunto, ma avrebbe dovuto, che simili patti ricordano anch'essi il trattamento riservato agli ebrei durante il nazismo, o forse, per la questione del lasciapassare, a me ricordano la discriminazione perpertrata al giorno d'oggi dagli israeliani verso i palestinesi..... comunque la trasmissione era veramente , per una volta, informativa, (finalmente si è confutata la leggenda metropolitana dell'inesistente "sussidio ai rom") ....e penso che i neo-nazi di Opera non ne siano usciti così bene..... io mi sono messa nei panni di quelle persone rom che erano presenti in studio, come si sentiranno a sentirsi scaraventato addosso tanto odio, tanti pregiudizi..... hai visto l'idiota (perdonatemi) leghista, che a un certo punto ha detto : "beh se ci sono tutti questi luoghi comuni è perchè alla base c'è del vero" e ha aggiunto, facendo un infelice paragone con la Shoah : " se si vuole punire chi confuta l'Olocausto, si dovrebbe anche punire chi confuta queste verità" (o qualcosa del genere, al che Lerner , giustamente punto sul vivo ha replicato : non ho ben capito il senso di ciò che vuole dire.." peccato che non ha voluto infierire sul povero idiota, pardon, leghista, che sarebbe venuto fuori tutto il suo antisemitismo e odio razziale..... e la figura sarebbe stata ben più barbina.....
ALTRO CHE TENDE IGNIFUGHE!
Ancora una volta siamo a rilevare una delle tante menzogne che i media e le istituzioni hanno sostenuto fino alla nausea per dimostrare quanto fossero stati cattivi i cittadini che hanno bruciato le tende. Ricordano, i signori delatori del popolo operese, quante volte hanno ripetuto che le tende erano ignifughe per sottolineare la premeditazione e la caparbietà con cui si era compiuto l'efferato delitto? Persino mass media e istituzioni avevano insistito su questo punto. Bene, vi cito dall'Atto di chiusura delle indagini preliminari: "..appiccava il fuoco ad almeno 6 delle 13 tende collocate nell'area di Via Marcora, fabbricate con tessuto altamente infiammabile, al solo scopo di danneggiare le strutture di proprietà della protezione civile della Provincia di Milano..". Avete notato che le tende, a quanto pare, fossero addirittura "altamente infiammabili"? La storia delle tende ingnifughe è l'ennesima menzogna in merito alla vicenda e, seppure di reato si continuerà a parlare, visto che comunque sono state danneggiate le tende della Protezione Civile (e non di Don Colmegna o dei Rom, tende nostre quindi), la posizione degli accusati cambia. Io credo, anzi, che visto il caos di quella sera, cui non ho assistito poichè mi trovavo in Consiglio Comunale, qualcuno potrebbe anche aver gettato un mozzicone di sigaretta contro una delle tende ed aver provocato il danno senza neppure l'intenzionalità di cui gli operesi sono sempre stati accusati. Tra le tante menzogne sentite, come ho sempre ribadito, chissà perchè non ho mai sentito una bugia da parte di chi non voleva i rom a Opera. Erano forse, semplicemente, onesti cittadini quelli che hanno deciso di difendere la LEGALITA' nel nostro paese? Cordiali saluti.Fabrizio Dalcerri con UNO DEI NOSTRI!
Anche da Umberto Bossi è giunto l'interessamento per la nota vicenda del Presidio di Opera e della chiusura delle indagini preliminari in relazione a presunte responsabilità da parte di cittadini operesi nel rogo del 21 dicembre 2006 quando le tende, che la protezione civile stava allestendo per accogliere un campo nomadi, vennero irrimediabilmente danneggiate da ignoti infiltratisi nella protesta dei cittadini che chiedevano chiarimenti al Sindaco Ramazzotti. Naturalmente dal Senatur sono giunti gli auguri al Consigliere leghista Ettore Fusco ed agli altri otto ragazzi ancora implicati nella vicenda. Con la grinta del condottiero del carroccio la nostra forza si moltiplica e la lotta si fa più decisa. L'unica colpa degli operesi, se di colpa si può parlare, è quella di avere troppo a cuore la propria terra. Siamo fieri di essere operesi."Il consigliere della Lega Ettore Fusco, in attesa del rinvio a giudizio per istigazione a delinquere, è a piede libero."
clude l'articolo che annuncia la notizia relativa alla chiusura delle indagini preliminari. Non vado a vedere cosa scrivono di Caruso, i pennivendoli di sinistra, per non pentirmi della libertà di stampa. L'immagine, invece, è stata presa da uno dei tanti siti comunisti ed antifascisti che hanno dovuto trattare Opera come una questione di razzismo. Sono finiti i tempi degli ideali... oggi il proletariato rivoluzionario si occupa solo di rom, immigrati clandestini e dimentica la classe operaia. Il futuro del proletariato e quindi la ninfa vitale per il tesseramento alla triplice, in particolare alla CGIL, sono proprio i diseredati del mondo. La rincorsa a chi finge di essere più vicino ai loro bisogni è cominciata. I sindacati ne hanno di esperienza in questo campo.CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI. SIAMO RIMASTI IN NOVE. UNICO POLITICO: ETTORE FUSCO della Lega Nord.
UNA NUOVA BATTAGLIA DA COMBATTERE UNITI. PER IL NOSTRO PAESE.
BANDIERE DI MILANO PER LA LEGALITA'.
Milano, 9 luglio. Erano una decina, su circa quattrocento milanesi, gli operesi in rappresentanza del Presidio di Opera alla fiaccolata organizzata dal comitato cittadino Treccani degli Alfieri e dalla Lega Nord che hanno sfilato nella zona tra Piazza Agrippa e Piazzale Abbiategrasso per ribadire la richiesta di essere ascoltati dalle istituzioni. Nel sud Milano, quella di Via Treccani degli alfieri, non era l'unica
manifestazione. A Chiaravalle prosegue il presidio davanti all'Abbazia tutte le sere. Ieri era previsto l'arrivo della Moratti ma, forse per la notizia che ci sarebbe stato un comitato cittadino "di benvenuto", il Sindaco di Milano ha preferito disertare l'appuntamento. Alcunii cittadini del presidio, hanno partecipato anche a quel sit in di milanesi esasperati. Il problema dei rom è di tutti, non sono pochi kilometri di distanza dalla propria abitazione che permettono una vita tranquilla. Il Presidio di Opera è con i milanesi nell'impari lotta alle istituzioni ed ai campi nomadi abusivi.OPERA GAGIA: GIOVEDI' 5 LUGLIO ORE 21
OPERA GAGIA PRESTO IN VERSIONE DEFINITIVA
ULTIME NOTIZIE: Per le tende distrutte a Opera
OPERA GAGIA. Figuraccia di Ramazzotti!
PARTECIPIAMO NUMEROSI, ECCO COME ARRIVARE
ITINERARIO1: LASCIARE L'AUTO A ROGOREDO, PRENDERE LA METRO 3 GIALLA FINO A DUOMO, CAMBIARE CON LA ROSSA DIREZIONE SESTO; SCENDERE PORTA VENEZIA.
ITINERARIO 2: LASCIARE L'AUTO P.LE ABBIATEGRASSO, PRENDERE LA LINEA 2 VERDE, SCENDERE IN CADORNA, CAMBIARE CON LA ROSSA DIREZIONE SEMPRE SESTO; SCENDERE PORTA VENEZIA.
ITINERARIO 3: VENIRE IN PORTA VENEZIA CON L'AUTO E NELLE VIE TRA BUENOS AIRES E CENTRALE CERCARE UN POSTO AUTO. QUALCUNO LIBERO SI TROVA A QUELL'ORA.
Mercoledì 20 giugno allo Spazio Oberdan: anteprima di “Opera Gagia”, film documentario diretto da Antonio Bocola e prodotto dalla Provincia di Milano
MA ALTRI POTREBBERO RICREDERSI VEDENDOLO E CAPIRE CHE NELLA VITA
SI DEVE LOTTARE PER GLI IDEALI DI GIUSTIZIA, SICUREZZA E LIBERTA’
IL NOSTRO FILM SI DOVREBBE INTITOLARE: OPERA LIBERA!
La paura degli zingari, fra ragioni e fantasmi, alle porte di Milano
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Realizzato fra gennaio e maggio 2007, “Opera Gagia” racconta i fatti seguiti allo sgombero con procedura d’urgenza, nel dicembre 2006, della comunità di settantadue Rom rumeni da uno degli accampamenti abusivi di Via Ripamonti a Milano, e le reazioni al loro trasferimento nei terreni temporaneamente loro destinati da Comune e Provincia di Milano nell’adiacente comune di Opera. Il film ricostruisce l’intera vicenda attraverso immagini di repertorio, interviste ai protagonisti e riprese all’interno della comunità Rom e tra gli abitanti del paese: dal corteo spontaneo di protesta radunatosi sotto la sede del Comune, all’incendio delle tende allestite dalla Protezione Civile, ai presidi permanenti all’ingresso del campo; dall’immediato ciclone mediatico, che divide gli abitanti di Opera e l’opinione pubblica tra chi è “contro gli zingari” e chi invoca i nuovi “imprenditori politici della paura”, fino alla partenza volontaria dei Rom, stanchi del clamore e dei continui insulti, annunciato cinquantadue giorni dopo con una lettera aperta a tutta la cittadinanza gagia, cioè non-zingara.
“Opera Gagia” ripercorre attraverso le voci dei protagonisti le tappe dell’affermazione di una non-identità come soluzione di un conflitto sociale e culturale, a Opera come a Milano, attraverso la vittoria delle divisioni e delle solitudini.
Antonio Bocola (Napoli,1967) vive e lavora a Milano. Diplomato all’Itsos di Milano, cresce professionalmente allo Studio Pontaccio, dove lavora come come aiuto regia di Marco Bechis e segue la produzione di diversi programmi TV di successo. Dal 1990 ha lavorato come Aiuto Regista/Producer per diverse case di produzioni e agenzie pubblicitarie.
Da molti anni lavora con Paolo Vari, con il quale ha firmato documentari, fiction e programmi TV. Nel 2004, realizza con Vari il lungometraggio Fame chimica (2004), selezionato al 60° Festival Internazionale del Cinema di Venezia e vincendo, lo stesso anno, il Festival di Annecy, in Francia. I loro i lavori precedenti sono Potrei credere solo a un Dio che sapesse danzare (1996), Pompeo (1998), Lavoro in corso (1998).
Di I love Italy - la prima docusoap italiana, e di Metti... Un posto al sole, è autore e regista.
Cura la regia di Chicas, un programma con Ambra Angiolini per Fox.
Ultimi lavori, per Rai Due e per Rai Sat Arte, dei documentari sul design italiano, sull'artista Damien Hirst, quindi un documentario sull’artista Tom Sachs per Fondazione Prada.
Curatore del Laboratorio sperimentale cine-tv presso l'IPM Beccaria da febbraio 2007.
Dal 2005 è amministratore delegato di E-tica srl, in comproprietà con Studio Azzurro.
Francesco Scarpelli (Milano, 1965) giornalista, sceneggiatore e autore televisivo, collabora con Antonio Bocola da dieci anni. Nel 1996, con Bocola e Paolo Vari, scrive il documentario sul teatro italiano d’avanguardia Potrei credere solo a un Dio che sapesse danzare. Nel 1997/1998, con gli stessi registi, scrive i mediometraggi Fame chimica e Pompeo, e nel 2001, è autore e sceneggiatore della docusoap I love Italy – Italiani d’America (Camera GP, Tele+, TSI). Nello stesso anno è autore e coregista, con Marco Carraro, Emiliana e Paolo Poce, di Racav Lavor / Cerco Lavoro, documentario sugli zingari di Milano. Nel 2004 firma con Paolo Poce, Porrajmos, una persecuzione dimenticata, documentario sul genocidio nazifascista degli zingari europei. Sempre con Bocola e Vari ha firmato dialoghi e sceneggiatura del lungometraggio Fame Chimica; con Tekla Tidelli ha firmato il lungometraggio FuoriVena (2005), selzionato al 58° festival del Cinema di Locarno.
Alfredo D’Amato, giornalista professionista, è nato a Milano 39 anni fa.
Ha cominciato la sua attività di indagine investigativa e divulgativa sui fenomeni criminali a Milano, alla fine degli Anni Ottanta, lavorando con Nando dalla Chiesa per il mensile Società Civile.
Sotto la direzione di Indro Montanelli, è stato cronista di "Nera" per il Giornale.
Per dieci anni ha lavorato in Rai, prima con il regista e autore Gilberto Squizzato, realizzando una serie di docu-movie, vere e proprie inchieste giornalistiche, raccontate con un linguaggio cinematografico. Poi, è stato redattore del Tg3 Regionale e dei Servizi Speciali della Testata giornalistica regionale della Rai. Negli ultimi due anni, ha ricoperto l’incarico di Responsabile della Comunicazione e di Addetto Stampa della Presidenza del Consiglio comunale di Milano.
Oggi, fa parte del pool di giornalisti che ha fondato il nuovo quotidiano milanese Cronacaqui, dove lavora come cronista di "Giudiziaria".
Informazioni al Pubblico:
Provincia di Milano/Settore cultura, tel. 02.7740.6371
www.provincia.milano.it/cultura
PRESIDIO DI OPERA - RONDE DI POASCO Poasco, 14 giugno 2007
MIRASOLE: DOMENICA 17 GIUGNO dalle ore 15.30
MANCARE E' UN DELITTO... soprattutto per un presidiante.
IL PRESIDIO DI OPERA PERDE IL DERBY ANTI-ROM SUL CAMPO DELLE RONDE DI POASCO
RONDE DI POASCO – PRESIDIO DI OPERA 9-7 (primo tempo 3-3)
Poasco, 8 giugno 2007 - Il primo atto del derby anti-rom va ai padroni di casa delle Ronde di Poasco, protagonisti di una straordinaria rimonta dopo che la compagine operese si era portata avanti addirittura per 3-0 nel primo tempo.
In effetti dopo i primi 20 minuti di gioco la partita sembrava essere in discesa per gli ospiti, una doppietta dello scatenato Ettore ed un gol di Bartolo ci avevano illuso di aver già messo il risultato in cassaforte, invece i ragazzi in maglia blu delle Ronde di Poasco non hanno mollato e sono riusciti prima a chiudere il primo tempo in parità, poi addirittura a dilagare nel secondo tempo e a vincere meritatamente la partita.
Il Presidio di Opera si presenta al centro sportivo Cavallino Bianco di Poasco con questa rosa di giocatori: Antonio, Pitti, Bacco, Mauro, Lori, Ettore, Simone, Pino, Bartolo, Micio e, nel secondo tempo, Gerry.
I nostri partono fortissimo e vanno in vantaggio grazie ad un bel diagonale del bomber Ettore, il raddoppio è opera di Bartolo che batte l’ottimo portiere avversario da due passi, passano pochi minuti e arriva addirittura il terzo gol che porta la firma ancora di Ettore, sul 3-0 i nostri si disuniscono e i padroni di casa cominciano ad imporre il proprio gioco, molti giocatori di Opera giocano con scarpe da calcetto e, complice anche il campo bagnato, faticano a mantenere l’equilibrio ed a controllare il pallone reso viscido dall’acqua.
Nel giro di 10 minuto dal 3-0 si passa al 3-3 e si va al riposo in parità.
Nella seconda frazione di gioco le Ronde di Poasco fanno valere il fattore campo e allungano fino al 5-3, gli operesi rimangono in qualche modo aggrappati al match grazie ad una prodezza di Micio che al volo batte l’estremo difensore di Poasco dal limite dell’area perfettamente imbeccato da un bel assist di Bartolo.
Ma è solo un’illusione, ormai il Presidio è in debito d’ossigeno e non basta l’ottimo inserimento di Gerry, compensato nelle file dei nostri avversari dall’ingresso in campo di un giovanissimo ed ottimo elemento, per raddrizzare un risultato ormai compromesso, le Ronde vanno in gol con estrema facilità grazie agli spazi concessi dalla nostra difesa sbilanciata in avanti nel disperato tentativo di rimonta e, in contropiede, i poaschesi ci fanno molto male, un lampo di Pino che sfonda a centrocampo da a Micio la possibilità di mettere dentro la sua doppietta personale, poco dopo un gol di Bartolo ci da ancora qualche speranza ma ormai il risultato è di 9-6, l’ultima fiammata proprio allo scadere è ancora di Micio (tripletta per lui) che mette dentro il definitivo 9-7.
In sintesi una partita dai due volti, ottimo primo tempo dei nostri che però non riescono a chiuderlo in vantaggio e Ronde di Poasco che invece vengono fuori alla distanza e si fanno nettamente preferire nella seconda frazione di gioco, risultato finale sostanzialmente giusto e va letto anche considerando il fatto che gli operesi erano al loro esordio a 7, quindi gli automatismi e i movimenti erano tutti da testare.
Ora si attende il match di ritorno in quel di Opera, ci sono da rimontare 2 gol, impresa difficile ma non impossibile.
Andrea.
RICHIESTA MATERIALE
IL PRIMO VOLANTINO CONTRO IL CAMPO NOMADI A NOVERASCO
IL SINDACO RAMAZZOTTI HA ANNUNCIATO DA DOMATTINA L’AVVIO DEI LAVORI CHE DURERANNO POCHISSIMI GIORNI ED ENTRO NATALE AVREMO UNA BELLA SORPRESA.
UN CAMPO NOMADI DAVANTI ALLE VILLETTE A SCHIERA DI NOVERASCO, DIETRO GLI ANNI AZZURRI… DAVVERO UN BEL REGALO DI NATALE PER GLI OPERESI!
TUTTI A NOVERASCO, DIETRO GLI ANNI AZZURRI, A MANIFESTARE LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AI RESIDENTI DELLA ZONA E LA CONTRARIETA’ AD OGNI INSEDIAMENTO CHE POSSA RECARE UNA TANTO GRAVE TURBATIVA ALLA VITA DEGLI OPERESI.
NON FACCIAMOCI PRENDERE SEMPRE IN GIRO.. NON SUBIAMO LE IMPOSIZIONI DI CHI VUOLE DISTRUGGERE LA NOSTRA TERRA, LA NOSTRA CULTURA, LA NOSTRA SICUREZZA. SIAMO OPERESI, NON STUPIDI!
ETTORE FUSCO. OPERA.









